Diga Trinità: nessun pericolo di crollo. La Regione chiede di aumentare il livello dell'acqua
La diga Trinità di Castelvetrano non è a rischio crollo. È quanto emerge dalle verifiche tecniche condotte dalla Regione Siciliana con il supporto di esperti coordinati dal professore Salvatore Miliziano. Sulla base di questi dati, il governo regionale ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture l’autorizzazione per innalzare il livello dell’invaso fino a 64 metri, superando così l’attuale disposizione di svuotamento.
Le nuove ispezioni hanno smentito alcune delle criticità evidenziate in passato, escludendo danni strutturali tali da giustificare la chiusura dell’impianto, messo fuori esercizio nelle scorse settimane dal MIT. L’analisi delle strutture, delle paratie e delle gallerie interne alla diga non ha evidenziato fenomeni di degrado significativi.
Il presidente della Regione, Renato Schifani, che ha commissariato il Dipartimento Acqua e Rifiuti per accelerare l’iter, ha sottolineato l’importanza di questa decisione: «Dimostriamo che la diga può essere utilizzata in sicurezza. Elevare il livello a 64 metri significa trattenere una risorsa preziosa, fondamentale per garantire l’irrigazione di oltre seimila ettari di campi, evitando sprechi e danni agli agricoltori».
Adesso si attende la risposta del Ministero, che dovrebbe arrivare a breve. Se il via libera arriverà in tempi rapidi, la diga potrà subito raccogliere una maggiore quantità d’acqua, sfruttando anche le precipitazioni previste nei prossimi giorni.
Il piano per il futuro della Trinità si articolerà in due fasi: la prima riguarda gli interventi più urgenti per migliorare la sicurezza, mentre il secondo step sarà un progetto di riqualificazione sismica e strutturale, che richiederà più tempo e investimenti.
Schifani conclude con un appello al governo nazionale: «Ogni giorno di attesa significa acqua persa. Serve una risposta immediata per garantire la gestione efficiente delle risorse idriche e tutelare il territorio».
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