Trapani, il caso Villa Rosina/2. I mille problemi di un quartiere dimenticato
Un quartiere sorto senza alcuna regola, dove le case sono state costruite senza pianificazione urbanistica, senza fogne, senza acqua, senza illuminazione pubblica, senza marciapiedi.
Il nostro viaggio a Villa Rosina riprende da qui, dagli effetti di anni di speculazione e di affari illeciti sulle spalle della gente. Un quartiere nato, come abbiamo raccontato nella prima puntata di questa inchiesta (leggi qui), dalla connivenza tra mafia, imprenditoria e politica a Trapani.
Villa Rosina, alla periferia di Trapani, è un’anomalia che oggi presenta il conto ai suoi abitanti: mancano servizi essenziali, le strade sono in condizioni disastrose e le istituzioni sembrano incapaci a trovare soluzioni definitive per i cittadini che abitano il quartiere e che da anni chiedono interventi per, davvero, renderlo pienamente vivibile.
Villa Rosina si estende per 11 km, ma solo 5 km sono urbanizzati con servizi essenziali come fognatura, acqua e illuminazione. Nei restanti 6 km, invece, manca tutto.
Eppure, Villa Rosina potrebbe essere un posto magnifico in cui vivere. Ai piedi del Monte Erice, in una posizione ideale tra la città e la natura, qui negli anni molte famiglie hanno deciso di costruire la loro casa, beffati da una politica che li ha costantemente presi in giro.
Un quartiere costruito senza regole A raccontare come sia stato possibile tutto questo è Orazio Amenta, dirigente del Comune di Trapani, che ricostruisce l’origine del problema:
"Villa Rosina nasce su un ex feudo, suddiviso in lotti e ceduto a privati. Da lì, nel tempo, si è costruito senza regole: non un abuso edilizio isolato, ma una vera e propria lottizzazione abusiva, che ha portato alla nascita di un quartiere intero senza opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Le case sono state tollerate, ma le strade e gli spazi pubblici sono rimasti di proprietà privata. Risultato? Nessun intervento strutturale, nessuna programmazione, solo interventi a macchia di leopardo, che non hanno mai risolto il problema alla radice".
E oggi questa assenza di regole continua a condizionare la vita dei residenti.
Mancano i servizi essenziali Un quartiere nato senza servizi essenziali e senza opere di urbanizzazione primaria. Un quartiere realizzato senza rete idrica, senza fognature, senza illuminazione pubblica. Negli anni ‘90 vennero fatti alcuni interventi, ma ancora oggi la maggior parte del quartiere non è servito da fognature e rete idrica.
Ma i problemi non finiscono qui. Alcune strade hanno i marciapiedi, altre no: si cammina in sicurezza su un lato, si gira l’angolo e il marciapiede scompare.
Le strade sono una gruviera, piene di buche, spesso rattoppate alla meglio dai residenti stessi.
In molte vie, la striscia centrale è ancora di proprietà dei vecchi proprietari del feudo, rendendo impossibili alcuni interventi di manutenzione.
Non esiste una piazza, un punto di aggregazione per i cittadini. Dove avrebbe dovuto esserci, c’è solo un rettangolo di vegetazione incolta.
Cittadini beffati due volte: pagano per servizi che non hanno A raccontare i disagi degli abitanti del quartiere è Salvatore Daidone, presidente dell’associazione Insieme per Villa Rosina. Il comitato da anni denuncia la situazione scandalosa in cui vive il quartiere e le numerose promesse mai mantenute.
"Io ho costruito la mia casa 11 anni fa, pagando regolarmente 20.000 euro di oneri di urbanizzazione. Eppure, non ho né fognatura, come me tante altre persone. Ma la beffa più grande è che, nonostante la rete fognaria non ci sia, chi è allacciato alla rete idrica deve comunque pagare il canone fognario. Oltre al danno, la beffa".
Il risultato? Chi non ha la fognatura deve chiamare l’autospurgo ogni settimana, spendendo fino a 120 euro. Soldi che si aggiungono alle tasse per un servizio che non esiste.
Lo spreco dell’acqua e i guasti senza fine Solo in pochi hanno l’acqua comunale, a Villa Rosina, molti hanno dei pozzi. Ma l’acqua non sempre è buona. Per legge, infatti, attorno ai pozzi non dovrebbe esserci nulla. Ma a Villa Rosina, spesso, pozzi e fosse imhoff sono troppo vicine, e l’acqua potrebbe essere contaminata. A peggiorare la situazione, ci sono i paradossi della rete idrica. Lambisce Villa Rosina la condotta idrica che porta l’acqua da Bresciana a Trapani. Da un anno sono in corso lavori di manutenzione, ma una perdita d’acqua lungo una delle strade principali sta causando uno spreco enorme: l’acqua scorre senza sosta, allagando i giardini delle abitazioni vicine. Un danno per l’ambiente e per chi vive nella zona. Davanti alla chiesa del quartiere una vera e propria pozza d’acqua, trasformando l’ingresso del luogo di culto in un piccolo lago.
Un problema che riguarda tutta la città Villa Rosina non è solo un quartiere dimenticato dalle istituzioni: la mancanza di fognature, la rete idrica inefficiente e le difficoltà nella manutenzione delle strade rappresentano un problema ambientale e sociale per tutta Trapani.
"Un quartiere di 6 mila abitanti senza fognature adeguate è un problema grave per tutta la città", sottolinea Amenta. "Non è normale che nel 2024 migliaia di famiglie debbano ancora usare pozzi neri o fosse IMHOFF per la gestione dei liquami".
I residenti continuano a chiedere interventi concreti, ma la sensazione è che il quartiere sia destinato a rimanere in un limbo urbanistico ancora a lungo. "C’è gente che ha fatto di tutto per questo quartiere: proteste, petizioni, persino occupazioni del Consiglio comunale. Eppure, siamo rimasti invisibili per decenni", racconta Daidone. Villa Rosina, però, ad ogni elezione viene presa d’assalto dai politici, che promettono e raccolgono voti. Ma non tutti ci cascano. In molti si sono astenuti alle ultime elezioni. Opere mai fatte, e quando si fanno peggiorano la situazione. “La rotonda sullo scorrimento veloce? Prima c’erano le strisce e potevamo lasciare il quartiere a piedi, ora non si può più. Siamo chiusi, segregati”. Da Villa Rosina non si esce.
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