Lombardo, Lagalla e Micciché si accordano. Il 22 marzo presentano nome e simbolo
Lo-La-Mi, al secolo Raffaele Lombardo, Roberto Lagalla, Gianfranco Miccihcè, si sono messi d’accordo. Il 22 marzo a Enna terranno una convention in cui sveleranno nome e simbolo. Non sarà “Stella del Sud”, inizialmente era questo il nome trapelato, ma Lombardo pensa a qualcosa di diverso, con un riferimento anche ai valori autonomisti, e così sarà pure nel simbolo.
Direzione “centro”, che in Sicilia è già super affollato e però le percentuali sembrano non premiare queste operazioni. L’MPA è di centro, ma il movimento autonomista non sfonda in tutta la Sicilia, in alcune province è molto debole, poi c’è Noi Moderati di Saverio Romano, che conta su una roccaforte di voti nel palermitano, meno in altre province, la DC di Totò Cuffaro è forte dei tanti amministratori che ha aggregato, quindi con percentuali importanti ma spesso non sufficienti. A centro poi si mette pure Italia Viva, che adesso però rafforzerà la parte di centrosinistra, al netto delle resistenze di quell’area.
Lo-La-Mi pensano a creare questo contenitore, spacciandolo come il nuovo che avanza, chiamando vecchi amici che possano sui territori dare una mano.
Al manifesto programmatico stanno ancora lavorando ma la matrice è di ispirazione non conservatrice, poi si penserà pure a creare il gruppo all’ARS, c’è già Gianfranco Miccichè, al momento al misto, ma assicurano che altri sono in arrivo.
Nome abbozzato, manifesto pure, quello che è confuso è perchè nasce una nuova formazione che guarda al centro quando l’MPA è già al centro, Miccichè c’è sempre stato con Forza Italia, Lagalla cerca l’opa per la sua ricandidatura a sindaco di Palermo. E’ una operazione meramente elettorale, non freschissima vista l’età dei tre leader, che mira alle regionali del 2027 e che tenderà una mano quasi certamente ad altre piccolissime formazioni politiche. È un work in progress continuo ma non scontato, perchè in questo affollato centro è difficile essere riconoscibili per idee e per diversità.
I tre politici vanno lenti e cauti, nessuna dichiarazione sulle provinciali, non parlano di governo regionale, nessun assist in particolare. Profilo basso e silenzio. Il 22 marzo da Enna dovranno uscire non solo nome e simbolo ma pure le nuove coordinate politiche, che seguirà chi vorrà unirsi al progetto. Dicono di essere di centrodestra ma di avere le loro proposte.
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