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12/02/2025 08:39:00

Spari e tensioni ad Amabilina. Continua il processo a Marsala

Litigi, rancori, denunce e soprattutto colpi d’arma da fuoco contro un’auto e verso la finestra di un appartamento. Accade nel quartiere Amabilina a Marsala. Gli spari il 7 maggio del 2023.

L’auto presa di mira è del 40enne pregiudicato marsalese Daniele Crimi, come pure l’alloggio popolare al quarto piano contro la cui finestra sarebbe stata diretta la fucilata.

Per questa vicenda, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Marsala Massimiliano Alagna, sono imputati Giuseppe Zichittella, di 49 anni, Mattia Benito Zichittella, di 24, e Samuele Maggio, di 23. Il primo è difeso dall’avvocato Giacomo Frazzitta, mentre gli altri due dall’avvocato Alessandro Casano. Sulla base delle dichiarazioni del Crimi, i tre imputati vennero arrestati, ma successivamente, da un video si scoprì che a sparare sarebbe stato un altro (un certo Barraco), con il quale il Crimi aveva stretto amicizia quando entrambi erano in carcere e con il quale, poi, però, ci fu qualche dissidio. Avviato, quindi, un altro procedimento, l’uomo ripreso mentre spara sarà davanti al giudice il 14 febbraio.

Intanto, dopo la scarcerazione dei tre, qualcuno di loro avrebbe minacciato il Crimi, dicendogli “infame” e “pentito”. E per questo, due di loro vengono nuovamente arrestati. La vicenda è piuttosto ingarbugliata, un’autentica matassa difficile da sbrogliare. E ieri pomeriggio, in Tribunale, non è stato facile per giudice, pm e avvocati mettere a punto tutti i tasselli del mosaico. A testimoniare, con qualche momento di tensione, è stato Daniele Crimi, che rispondendo ai legali ha insistito, dicendosi convinto, o comunque, di sospettare che i “mandanti” dell’intimidazione a suon di piombo siano stati gli Zichittella, con i quali, nel 2022, c’erano state delle tensioni. Lui, quando furono esplose le fucilate, non era in casa. Tornò poco dopo. “Nel 2023, però – ha evidenziato l’avvocato Frazzitta, ponendo domande al teste – non risultano episodi particolari o scontri tra i Zichittella e il Crimi”. Come a voler dire che non c’erano motivi per un’intimidazione tanto grave. Ma il Crimi (non è stato facile condurlo sui binari di una corretta deposizione) ha insistito sulla sua linea, accusando gli Zichittella di essere una sorta del ras del quartiere, anche nella “gestione” degli alloggi popolari e dei garage per le auto. Infine, è stato ascoltato un ispettore di polizia che si è occupato della vicenda. Alla prossima udienza, il 28 febbraio, sarà ascoltata la moglie del Crimi.