Salvini e il caso Open Arms, oggi la sentenza a Palermo. Il ministro rischia 6 anni di carcere
Oggi, a Palermo, si decide il destino giudiziario (e anche politico) di Matteo Salvini, sotto processo per il caso Open Arms. L’aula bunker dell’Ucciardone sarà teatro del verdetto sul leader della Lega, accusato di sequestro di persona e abuso d’ufficio per aver bloccato nel 2019 lo sbarco di 147 migranti soccorsi dalla nave umanitaria Open Arms.
Secondo la Procura, la decisione di Salvini, all’epoca ministro dell’Interno nel governo Conte, ha causato il trattenimento a bordo, in condizioni igienico-sanitarie precarie, di 88 migranti per quasi tre settimane. Per queste accuse, rischia sei anni di reclusione e un risarcimento di un milione di euro.
La difesa di Salvini e il sostegno della Lega
Salvini si dichiara sereno: «Ho difeso il mio Paese e lo rifarei. Andrò davanti ai giudici con la coscienza a posto». La Lega ha già annunciato barricate in caso di condanna. Non solo gazebo a Roma e Milano nel weekend, ma anche manifestazioni più imponenti, simili ai presidi del Popolo della Libertà fuori dai tribunali milanesi ai tempi di Silvio Berlusconi.
Un minuto qui dall’aeroporto di Bruxelles, direzione Palermo.
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) December 19, 2024
E questa sera vi aspetto per scambiare due parole in diretta 😊 pic.twitter.com/TcrXeZFxZI
Il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa, ha definito una condanna «un attacco gravissimo al popolo italiano», annunciando la mobilitazione del partito. La strategia, spiegano i vertici leghisti, mira a sfruttare l’eventuale condanna per rilanciare l’immagine del leader come vittima politica, confidando in un “effetto boomerang” nei sondaggi.
Solidarietà dal governo e dall’Europa
Il governo compatto, con Giorgia Meloni e Antonio Tajani, ha espresso solidarietà. Tajani ha definito paradossale la vicenda: «Un ministro che fa il suo dovere viene incriminato». Anche gli alleati europei del gruppo dei Patrioti, tra cui Jordan Bardella del Rassemblement National, si sono schierati a favore di Salvini, sottolineando che «difendere i confini non è un crimine, ma un dovere».
Le implicazioni politiche
In caso di assoluzione, Salvini rafforzerebbe la sua leadership in vista del congresso nazionale della Lega previsto per il 2025, il primo dal 2017. In caso di condanna, la strategia del Carroccio sarà di amplificare il messaggio politico, puntando sul ruolo di “difensore dei confini” contro una giustizia percepita come politicizzata.
Intanto nel Mediterraneo si continua a morire
Intanto, nuove tragedie si consumano nel Mediterraneo. Nelle scorse ore 20 migranti sono annegati al largo della costa di Sfax, in Tunisia, dopo che un’imbarcazione è affondata. Altri cinque sono stati salvati, ma le ricerche di dispersi continuano. La regione di Sfax è diventata un punto cruciale per le partenze verso l’Europa, superando la Libia, in un contesto di crisi migratoria senza precedenti.
Mentre il destino di Salvini si decide in tribunale, il dramma dell’immigrazione continua a sollevare interrogativi sull’equilibrio tra sicurezza, politica e diritti umani.
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