Femminicidi. Le storie di Manuela, Lorena, Francesca
Il mese di luglio ha visto tre donne uccise, il 4 luglio Manuela Petrangeli, il 5 luglio Lorena Vezzosi, il 18 Francesca Deidda.
Gli aguzzini i loro uomini, Manuela era appena uscita dal lavoro, si stava dirigendo verso l’auto per andare a prendere il figlio dai nonni, è stata raggiunta dall’ex compagno, Gianluca Molinaro: due colpi con un fucile a canne mozze e Manuela è morta sul colpo. Il cinquantatreenne aveva precedenti per stalking su un'altra donna. Prima di consegnarsi alle forze dell'ordine Molinaro aveva chiamato una precedente compagna (madre della sua prima figlia), dicendole: "Le ho sparato, spero sia morta", in riferimento alla fisioterapista appena uccisa.
Nel fiume Po, a Casalmaggiore in provincia di Cremona, è stata rinvenuta una vettura con i corpi senza vita di una coppia: Lorena Vezzosi, 53 anni, e l'ex compagno Stefano Del Re, 55 anni.
L'esame autoptico avrebbe confermato che l'uomo era deceduto per annegamento, Lorena presentava vari segni sul corpo compatibili con molteplici ferite d'arma da taglio, aveva due costole spezzate ed era stata colpita al cuore e all'aorta, almeno cinque volte. La vittima era già morta prima di affondare nel Po.
Era il 10 maggio quando Francesca Deidda, 42 anni, è scomparsa da San Sperate, in Sardegna. I resti del corpo senza vita della vittima, in avanzato stato di decomposizione, sono stati ritrovati il successivo 18 luglio, resti umani furono trovati riposti in un borsone di grandi dimensioni abbandonato ai piedi di un albero, in una zona non molto distante da quella in cui sono stati individuati gli effetti personali della donna. Gli esami autoptici sui resti hanno stabilito il decesso della donna per un colpo violento sferrato sulla regione fronte-laterale destra della testa con l'ausilio di un oggetto contundente, piccolo ma pesante, che ha sfondato il cranio della vittima.
E’ stata uccisa dal marito, Igor Sollai, il movente sarebbe di natura economica: con la morte della moglie, Sollai sarebbe diventato l'unico proprietario della casa coniugale e avrebbe incassato il premio di un'assicurazione sulla vita, del valore di circa 100mila euro.
Misure
In Sicilia le donne che hanno subito uno sfregio dal proprio partner e i figli delle vittime di femminicidi potranno essere assunti per chiamata diretta dalla Regione.
La norma che lo ha stabilito è una integrazione alla legge regionale che già prevede questi benefici per le vittime di mafia. A poter assumere sono la Regione, gli enti locali, le aziende sanitarie e gli enti o gli istituti dagli stessi vigilati.
Reddito di Libertà
Il reddito di libertà è stato istituito dal Decreto Rilancio del 2020, operativo poi con il “Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza”. La misura è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2024, con uno stanziamento di 10 milioni di euro per l’anno in corso.
Il reddito di libertà (RdL) mette a disposizione un aiuto economico di 400 euro al mese al massimo per un anno, ed è rivolto a donne vittime di violenza e in difficoltà.
La domanda per ottenere il reddito di libertà deve essere presentata all’INPS e il sussidio viene erogato dalle Regioni e dalle Province autonome con risorse sia statali che proprie.
Il reddito di libertà può essere richiesto dalle donne vittime di violenza, sole o con figli minori a carico, già seguite dai centri anti violenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali locali. Le destinatarie devono rispettare i seguenti requisiti: essere residenti nel territorio italiano; essere cittadine italiane o comunitarie o, in caso di cittadine di Stato extracomunitario, in possesso di regolare permesso di soggiorno; aver intrapreso un percorso di fuoriuscita della violenza presso i centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali; trovarsi in una particolare condizione di povertà e di vulnerabilità, nonché di “urgenza e di bisogno” che deve essere dichiarata e certificata dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale che si sta occupando della donna interessata.
I dati INPS
Al 31 luglio sono stati resi noti i dati dell’INPS sul reddito di libertà. Nel report presentato dall’avvio della misura e fino al 31 Maggio 2024 si mostra come su 6.489 domande presentate agli sportelli comunali dalle donne vittime di violenza, solo 2.772 richieste sono state evase e hanno quindi ricevuto il sostegno economico. Di contro, al 31 Maggio 2024, sono 3.026 le donne vittime di violenza che hanno chiesto la misura di sostegno economico ma non hanno ancora ricevuto risposta.
La Lombardia, la Campania, il Lazio, la Sicilia, il Veneto sono le Regioni con il più alto numero di domande, sia presentate che accolte. In Sicilia nel 2023 ci sono state 325 domande presentate, 207 accolte, per un budget di 1.017.600 euro.
Nuovi fondi
Con la Legge di Bilancio 2024 il Parlamento ha deciso di garantire un rifinanziamento continuativo del Fondo destinato al Reddito di libertà. Le risorse allocate ammontano a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 – 2026, riducendosi successivamente a 6 milioni di euro all’anno a partire dal 2027.
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