C'è ancora un gran divario tra Nord e Sud nella lotta agli Ictus
Oggi si celebra la giornata contro l'ictus cerebrale. Il tema scelto dalla World Stroke Organization è "Greater Than Stroke". L’ictus cerebrale è la terza causa di morte in Italia e la prima causa di invalidità, colpendo circa 100.000 italiani ogni anno, metà dei quali rimane con disabilità anche gravi. L’ictus è una patologia cerebrovascolare acuta, causata dall’ostruzione di un vaso del circolo cerebrale da parte di un trombo o di un embolo, oppure dalla rottura di un’arteria.
Definita come una patologia "tempo-dipendente", l’ictus richiede un intervento tempestivo: prima si agisce, più cellule cerebrali possono essere salvate. Fondamentale è il riconoscimento rapido dei sintomi da parte del paziente e dei familiari, oltre alla pronta risposta dei mezzi di soccorso e della centrale 112. L’arrivo tempestivo al pronto soccorso e il contatto con un neurologo sono essenziali per preparare il trattamento immediato. I sintomi da riconoscere includono improvviso intorpidimento o debolezza in un lato del corpo, difficoltà a parlare o capire, problemi alla vista, vertigini, perdita di equilibrio, mal di testa intenso senza causa apparente.
Prevenzione e nuove linee guida
La prevenzione è la migliore difesa contro l’ictus: seguire una dieta bilanciata, praticare attività fisica regolare, evitare il fumo e sottoporsi a controlli medici periodici sono fondamentali. È inoltre essenziale monitorare colesterolo, glicemia e pressione sanguigna. La dieta mediterranea, arricchita con noci e olio d’oliva, è riconosciuta come un regime alimentare efficace nella riduzione del rischio. Anche fattori sociali come il livello di istruzione, la stabilità economica e l’accesso alle cure influenzano il rischio.
Tema 2024 e obiettivi
Quest’anno, con il tema #GreaterThanStroke, si punta a sensibilizzare il pubblico sull’importanza della prevenzione e del superamento dell’ictus grazie a una maggiore consapevolezza e al supporto collettivo. La ISA-AII (Italian Stroke Association – Associazione Italiana Ictus) ha sviluppato lo Stroke Action Plan for Italy, con l’obiettivo di ottimizzare la fase pre-ospedaliera e intra-ospedaliera, la riabilitazione e il monitoraggio entro il 2030. Nelle prossime settimane, la società scientifica presenterà il documento alle istituzioni e ne chiederà la firma al Ministro della Salute.
"Il numero di persone colpite ogni anno da ictus è molto alto, sia in Italia che in Europa," afferma Mauro Silvestrini, presidente di ISA-AII. "Le stime indicano che l’incidenza dell’ictus potrebbe aumentare del 26%, con costi sanitari già altissimi in Europa, attualmente intorno ai 60 miliardi di euro. È cruciale migliorare i servizi di presa in carico e trattamento dei pazienti, considerando le significative differenze tra Nord, Centro e Sud Italia. Ad esempio, solo il 24% delle Stroke Unit si trova nel Sud (con 51 strutture), mentre il Centro ne ha il 26% (56 unità) e il Nord il 50% (106 unità). Garantire una presa in carico rapida e una riabilitazione efficace su tutto il territorio nazionale richiede un forte impegno istituzionale."
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