Fascicolo Sanitario Elettronico: strumento utile, ma in Sicilia è poco utilizzato
Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è tra gli obiettivi principali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con un target europeo che prevede che entro il 31 dicembre 2025 almeno l'85% dei medici di medicina generale lo utilizzi per aggiornare i dati dei pazienti. Tuttavia, in Sicilia, solo il 5% dei medici alimenta regolarmente il portale, una percentuale decisamente lontana dagli obiettivi. Il problema non è solo regionale: in tutta Italia il FSE fatica a decollare e, a oggi, non esiste ancora una banca dati nazionale unica e uniformemente funzionante tra le diverse Regioni.
Fascicolo Sanitario Elettronico: un'opportunità ancora sottovalutata
Il FSE è uno strumento digitale pensato per contenere la storia clinica completa di un cittadino: referti, prescrizioni, patologie, terapie, vaccinazioni, interventi chirurgici, allergie e farmaci assunti. Tutte informazioni fondamentali che, nelle mani dei medici, potrebbero migliorare l'efficacia dell'assistenza sanitaria, permettendo cure personalizzate e tempestive. Ma l’ambizioso obiettivo di renderlo una risorsa universale per i pazienti e i medici si scontra con i dati poco incoraggianti del Rapporto Gimbe, soprattutto in Sicilia, dove l'adozione dello strumento è ancora bassa rispetto alle aspettative.
Cittadini poco informati e piattaforme non uniformi
Non è solo la Sicilia a incontrare difficoltà: il Rapporto Gimbe segnala che per il 2024, l’obiettivo di garantire l’interoperabilità nazionale dei dati sanitari attraverso il FSE è stato posticipato dal 30 giugno al 31 dicembre. Inoltre, i cittadini sembrano poco preparati. In Sicilia, tra gennaio e marzo 2024, solo l'1% degli utenti ha effettuato un accesso al FSE, contro una media nazionale del 18% e picchi del 64% nella Provincia autonoma di Trento. Questo evidenzia una scarsa informazione e sensibilizzazione sull'utilizzo di uno strumento che potrebbe essere fondamentale per la sanità.
Disparità nei servizi regionali
Nonostante il Fascicolo Sanitario Elettronico abbia una cornice normativa unica, i servizi offerti variano da Regione a Regione. In Sicilia, ad esempio, non è possibile visualizzare i certificati di ricovero o le immagini diagnostiche, servizi invece disponibili in altre Regioni come Emilia Romagna, Toscana e Piemonte. Inoltre, mentre 16 Regioni italiane permettono di prenotare visite, pagare ticket o consultare i tempi di attesa dei pronto soccorso tramite il FSE, in Sicilia questi servizi sono ancora assenti. È però possibile visualizzare o rinnovare le esenzioni e scaricare certificati di malattia.
Dal maggio 2020, l’attivazione del FSE è automatica per tutti i cittadini assistiti, ma è necessario il consenso per caricare i dati antecedenti a tale data. La scelta di non dare il consenso non pregiudica l'accesso alle cure, ma limita la visibilità di informazioni cliniche rilevanti per i medici, riducendo la completezza del quadro sanitario.
La versione 2.0 del Fascicolo Sanitario Elettronico
Il Ministero della Salute ha introdotto una versione aggiornata del FSE con il decreto del 7 settembre 2023. La nuova versione punta a migliorare la tutela della privacy e la gestione dei dati personali, consentendo l'accesso alle cartelle cliniche solo con il consenso esplicito del paziente, tramite Spid, Cie o tessera sanitaria. In caso di emergenze, l’accesso ai dati è consentito solo se strettamente necessario e in mancanza di oscuramenti richiesti dall'interessato.
Medici siciliani: alta adesione, ma scarsa partecipazione
Un altro dato interessante emerge dal confronto tra il Rapporto Gimbe e i dati del Ministero della Salute. Mentre a livello nazionale il 40% dei cittadini ha dato il consenso per la consultazione dei propri dati clinici, in Sicilia solo il 25% lo ha fatto. Questo potrebbe essere dovuto a una certa diffidenza verso gli strumenti digitali o a una scarsa comunicazione sui benefici del FSE. A livello di medici, invece, la situazione è diversa: il 66% dei medici specialisti siciliani è abilitato al FSE, vicino alla media nazionale del 74%. Anche i medici di medicina generale e i pediatri siciliani mostrano un'adesione comparabile a quella nazionale, con il 92% che ha effettuato almeno un accesso al FSE tra gennaio e marzo 2024, rispetto al 94% nazionale.
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