Sicilia. La faida in Forza Italia, si va verso la resa dei conti
Fremono gli animi dentro Forza Italia, il vento delle correnti spira più forte, le acque sono agitate, si muove la perturbazione. E’ il nuovo meteo di una forza politica che si trova a fronteggiare le divisioni interne e che rischia di fare saltare il banco.
Dal palco di Bellaria Antonio Tajani ha blindato il Presidente della Regione, Renato Schifani: sta lavorando bene-ha detto- e non è messa in discussione nè la linea politica e nemmeno quella di partito.
Dichiarazioni forti che hanno creato ulteriori mal di pancia a quella parte, capeggiata da Giorgio Mulè, che invece si oppone proprio a Schifani.
Pare ci sia un documento abbozzato dai deputati regionali con cui, tra i vari punti, chiedono la revoca del commissario regionale, Marcello Caruso. Il vero nodo poi è la questione assessori: i forzisti rivendicano la loro presenza e non di tecnici, bypassando la linea del partito.
Dunque la richiesta di un vertice azzurro, non si può tacere tuttavia il silenzio della pattuglia dei deputati forzisti, anche Stefano Pellegrino, molto vicino al Presidente, è più presente sulla cronaca politica regionale per rispondere a Cateno De Luca e non con un comunicato a sostegno di Schifani.
Mulè insiste in un confronto immediato: “Le riunioni, gli incontri e i confronti sono stati chiesti non solo da me ma anche da parlamentari nazionali siciliani e regionali da mesi a tutti i livelli e a tutti coloro che ne erano titolati. Nessuno ha mai risposto. Così come nessuno ha mai convocato un congresso regionale o discusso la possibilità di farlo, tanto che il partito è retto da un anno e mezzo da un commissario. Non intendo rinunciare a esprimere le mie idee, anche critiche, riguardo alla situazione di Forza Italia in Sicilia dove in tutti questi mesi, ripeto, sono mancate le occasioni di confronto interne al partito e anche sulla situazione della giunta e dei nostri alleati”.
Intanto nella seduta di martedì la norma che prevedeva l’aumento in giunta di un assessore e la figura del consigliere supplente è stata rimandata in commissione. Il Presidente Schifani ha sollevato dubbi sulla opportunità di una legge che rischia di essere impopolare, un boomerang per le Istituzioni.
Se ne riparlerà adesso il 24 settembre, il testo è tornato agli Affari Istituzionali, dovrà essere integrato con altre norme che riformano gli Enti locali.
I partiti, intanto, fanno quadrato e pensano al loro rilancio d’autunno, una campagna acquisti per alcuni spinta, per altri in sordina. A Catania si è riunita la Lega, verrà organizzata una kermesse che porterà nell’Isola Matteo Salvini. La data pare coincida con quella di Forza Italia,
Antonio Tajani e Renato Schifani riuniranno in Sicilia i berlusconiani il 26 e 27 ottobre a Palermo, la Lega a Catania alle Ciminiere.
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