Verso le elezioni a Marsala. Il Movimento Agricolo Europeo si schiera contro Grillo
Il Movimento Agricolo Europeo si prepara alla prossima competizione elettorale in netta contrapposizione alla linea politica di questa ultima amministrazione che "ha visto i marsalesi abbandonati al loro destino senza un incisivo sostegno della politica locale".
"Per la crisi agricola si è continuato con il solito sistema assistenzialistico chiedendo in emergenza aiuti di sostegno economico improduttivo e non rivolto alle sfide del mercato globalizzato. Avevamo proposto di impegnare quella ridicola somma alle famiglie di agricoltori a monoreddito che veramente si trovano in condizioni disperate. Nessuno ha capito la gravità del problema" scrive in una nota il segretario Ignazio Ardagna.
"Più volte abbiamo sottolineato il grave disagio provocato dalle piste ciclabili in città e nella c/da Spagnola. Abbiamo spesso affrontato la questione sicurezza per fatti poco edificanti spesso avvenuti in città e in periferia. Ci siamo spesi anche per risolvere il problema dell'abbandono selvaggio di rifiuti di ogni genere in tutte le campagne Marsalesi. Nei giorni scorsi si è tentato un approccio collaborativo su un tema di primaria importanza che riguarda la istituzione delle circoscrizioni come era nella vecchia repubblica apportando qualche modifica per meglio rappresentare gli interessi di tutti i cittadini marsalesi" continua il comunicato del Movimento Agricolo Europeo.
"Vista la insistenza dell'attuale sindaco a voler procedere in maniera difforme dalle regole democratiche e di provvedere a nomine di comodo nelle diverse contrade il movimento decide di partecipare alla prossima tornata elettorale con propri candidati e si avvia a una serie di incontri con altri gruppi non allineati all'attuale amministrazione , per individuare assieme una figura rappresentativa che possa dare una svolta incisiva sui veri problemi della popolazione e del territorio".
Poi l'appello finale: "Occorre ridare dignità alla politica occupandosi dei reali bisogni della gente e il primo punto deve essere la partecipazione diretta delle contrade attraverso i consigli periferici scelti e votati direttamente dal territorio di appartenenza. Ciò porterà partecipazione e responsabilizzazione e ne beneficerà la città intera".
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