Laguna dello Stagnone: tra kite, camper, eternit e ombrelloni in mare
La Laguna dello Stagnone di Marsala, una delle riserve naturali più preziose della Sicilia (ha compiuto 40 anni da poco) è oggi al centro di una crescente preoccupazione per l'antropizzazione selvaggia che sta minacciando il suo delicato equilibrio ecologico. Questa zona, riconosciuta come SIC, ZPS e Sito Natura 2000, sta subendo un'invasione di attività umane che ne stanno alterando la natura e l'integrità.
L'invasione dei camper - Oltre alla questione Kite, con tutto ciò che comporta, (qui la circolare del ministero) un altro dei problemi più evidenti è la presenza massiccia di camper, che sostano in aree non attrezzate e spesso vietate al campeggio. Decine di questi veicoli si possono vedere sparsi lungo le rive della laguna, molti dei quali rimangono parcheggiati per giorni, se non settimane. Questo solleva serie domande riguardo allo smaltimento dei rifiuti prodotti dai camperisti e alla mancanza di autorizzazioni. È naturale chiedersi dove scaricano i loro rifiuti e chi permette loro di restare così a lungo. La mancanza di controlli adeguati sta trasformando la Riserva in un campeggio abusivo, con gravi conseguenze per l'ambiente.
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L'inquinamento acustico - Oltre all'invasione dei camper, la laguna è presa d'assalto anche da frequentatori dei chioschi, alcuni dei quali organizzano eventi con musica e persino fuochi d'artificio. In una Riserva Naturale protetta, queste attività sono altamente inappropriate e contribuiscono all'inquinamento acustico e all'alterazione della fauna locale. La laguna, già sotto pressione per altre attività, non può sopportare anche questo tipo di stress.
Lettini e ombrelloni in acqua - Da qualche anno ormai si assite all'invasione della spiaggetta di San Teodoro, dove, dopo la rimozione del vecchio lido (della coppia De Vita/Ombra), i bagnanti, favoriti da chi si trova lì con furgoni che affittano le attrezzature per la spiaggia, hanno iniziato a piazzare lettini e ombrelloni direttamente in acqua (foto copertina di Paolo Pace). Questa pratica è del tutto vietata e danneggia ulteriormente l'ecosistema della Laguna. Ed è sorprendente come manchino i controlli delle autorità competenti, che dovrebbero vigilare e impedire tali comportamenti.
Divieto di balneazione - La Laguna è anche teatro di un altro grave problema: il mancato rispetto del divieto di balneazione in un tratto vicino alla foce del fiume Birgi, inquinato e pericoloso per la salute. Nonostante la presenza di cartelli che indicano il divieto, molte persone continuano a fare il bagno in quelle acque. Ancora una volta, la mancanza di controlli adeguati lascia la popolazione esposta a rischi significativi.

Rifiuti pericolosi abbandonati - Infine, il problema dei rifiuti abbandonati, in particolare l'eternit contenente amianto, è un altro segnale dell'abbandono in cui versa l'area. Nei pressi del fiume Birgi, pannelli di eternit giacciono indisturbati, rappresentando un grave pericolo per l'ambiente e la salute pubblica. Nonostante le segnalazioni, questi rifiuti pericolosi non vengono rimossi.
Un ecosistema in sofferenza - Tra kitesurf, camper, rifiuti abbandonati, ombrelloni e sdraio in acqua, e la quasi totale scomparsa delle specie protette, la Laguna dello Stagnone è in grave sofferenza, in più la mancanza di ossigenazione delle acque e i mancati interventi per l'apertura delle bocche a Nord. Senza interventi decisi e controlli rigorosi, questa Riserva rischia di perdere per sempre il suo valore naturale e ambientale e a quel punto il "sacco" dello Stagnone sarà completo. La comunità locale e le autorità dovrebbero agire con urgenza per proteggere questo prezioso ecosistema e invece l'amministrazione comunale e il consiglio incentivano ciò che fa male alla Riserva. Solo attraverso una gestione responsabile e sostenibile, la Laguna dello Stagnone potrà continuare a essere un rifugio sicuro per la sua flora e fauna, oltre che un luogo di bellezza naturale per le generazioni future.
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