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21/07/2024 17:05:00

Caso aumento Tari a Trapani: ma la seduta consiliare è regolare?

Già la prossima bolletta della Tari a Trapani subirà un rincaro del 6%. Chi ha una famiglia in media di quattro persone, si vedrà una bolletta di circa 520 euro, e senza alcuna possibilità di sconto: lo sgravio dalla propria tariffa Tari grazie alla pesata dei rifiuti conferiti all’isola ecologica, è stato abolito.

L'aumento è passato in Consiglio comunale, votato dalla sola maggioranza. Una seduta più che vivace e sulla cui regolarità, Silvio Mangano, del gruppo "Amo Trapani" ,ha sollevato dubbi tanto da chiederne l'annullanebto. C'è poi l'atto di resilienza alla parola di Tore Fileccia di Mpa e la dichiarazione di Salvatore Daidone (Polis con Coerenza) che accusa la maggioranza, di cui fa parte, di non stare al patto di non aumentare i tributi ai cittadini.

Una vera e propria battaglia che ha visto perire sul campo solo i risparmi dei cittadini. Ecco il resoconto.

Il dictat del 19 luglio: termine ultimo

L’aumento delle Tariffe Tari era previsto e obbligato per la chiusura del centro di conferimento dei rifiuti della Trapani Servizi che ha comportato la spedizione della spazzatura fuori provincia.

Un aumento figlio dell’approvazione del Piano Economico Finanziario – Pef redatto su specifici parametri dettati dall’Arera. Sia il Pef che le tariffe della Tari dovevano essere necessariamente approvati entro e non oltre il 19 luglio, termine ultimo della proroga oltre il quale il Comune che i cittadini avrebbero pagato un ulteriore surplus come penale.

Nonostante questa urgenza, l'approvazione dell'aumento della Tari da parte del consiglio comunale di Trapani è stata tutt'altro che pacifica. La seduta, tesa e dibattuta, è stata segnata da assenze e polemiche sulla procedura d'urgenza adottata per la revisione del piano finanziario della gestione dei rifiuti 2022-2024, propedeutico alla approvazione delle nuove tariffe Tari. Il tutto mentre il Comune di Misiliscemi, ne attendeva la trasmissione alla propria seduta consiliare, per formalizzare le nuove tariffe.

“La seduta non è valida, deve essere annullata”

Inizia con la denuncia di vizio di legittimità attinente alla convocazione del consiglio, eccepito dal consigliere comunale di Trapani, Silvio Mangano consigliere comunale di Trapani del gruppo "Amo Trapani".

Sono stato convocato alle ultime due sedute della commissione tramite WhatsApp anziché tramite PEC – ha affermato in aula Mangano -, come previsto dal regolamento comunale”.

Questa modalità, pur essendo una prassi consolidata, ha sollevato dubbi sulla sua validità e ha spinto il segretario comunale a richiedere l'utilizzo della PEC per le future convocazioni.

Mangano, ritenendo di essere stato privato del diritto di partecipare attivamente alle discussioni sulle tariffe Tari e sul Pef, ha chiesto l'annullamento delle sedute incriminate e ha annunciato un possibile ricorso al TAR per garantire il rispetto del regolamento e tutelare il diritto dei consiglieri e dei cittadini ad un'adeguata partecipazione ai processi decisionali.

Il rischioso tandem Trapani - Misiliscemi

Accade solo a Trapani l'anomalia di dover approvare il Pef e trasmetterlo immediatamente al Comune di Misiliscemi, affinché l’assise consiliare possa approvare le nuove tariffe della Tari.

Bloccare i lavori consiliari o posticiparli avrebbe comportato un rinvio anche per Misiliscemi, un rischio da fugare perché non rispettare le scadenze per l'approvazione delle tariffe Tari entro il 19 luglio, comportava sanzioni da parte di Arera, l'Autorità per l'energia, le reti e l'ambiente. Inoltre, i cittadini avrebbero dovuto pagare tariffe ancora più elevate, di quelle già dovute, per coprire i costi del servizio di gestione dei rifiuti.

La compravendita dei minuti d’intervento

Sia l’approvazione del Pef che delle tariffe sono state approvate con 10 assenti e i 14 sì della sola maggioranza. Tutta l’opposizione era fuori dall’aula, dopo “la difesa ad oltranza del diritto alla parola” (sono le parole del segretario Giovanni Panepinto) intrapresa da Tore Fileccia, del Movimento per l’Autonomia.

Gli interventi in aula non hanno limiti di tempo, quindi in virtù dell’importanza dell’argomento da affrontare, il presidente del consiglio Annalisa Bianco ha proposto interventi da 15 minuti.

Il consigliere Fileccia ha sollevato una pregiudiziale, lamentando la mancanza di tempo per un adeguato esame della proposta e la carenza di informazioni complete. Durante la sua argomentazione di oltre 60 minuti, ha sollevato dubbi sulle modalità di convocazione della seduta. Ha quindi ribadito più volte che studiare uno strumento come il Pef e portare in aula le domande dei cittadini per dare loro risposte, richiedesse un tempo maggiore di 15 minuti.

Nonostante le obiezioni, la maggioranza ha imposto il contingentamento dei tempi a 20 minuti, con 5 minuti aggiuntivi per le motivazioni di voto. La votazione finale ha visto 14 favorevoli e 10 assenti, con l'opposizione che ha abbandonato l'aula in segno di protesta, prima della votazione sia del Pef che delle tariffe della Tari.

“Non voterò più per aumenti nelle tasche dei cittadini”

L'aumento della Tari è stato giustificato dall'amministrazione con la chiusura della Trapani Servizi e l’aumento dei costi di conferimento dei rifiuti in altra discarica. Il consigliere della maggioranza, Salvatore Daidone (Polis con Coerenza), pur votando a favore, ha espresso preoccupazione per l'impatto sulle tasche dei cittadini e ha annunciato che non sosterrà più provvedimenti che comportino aumenti tariffari.

Sappiamo quello che è successo con la Trapani servizi e la presenza dei cittadini incivili – ha dichiarato Daidone -. Da subito tutti dobbiamo lavorare che quello che sta succedendo oggi non accada più. Io non voterò più atti che prendono soldi dalla tasca dei cittadini, anche 1 %”.

L'approvazione della delibera è stata dichiarata immediatamente esecutiva, anche per consentire la tempestiva trasmissione dell'atto al Comune di Misiliscemi.