Ancora tonno rosso sequestrato in Sicilia occidentale
Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito tre distinte operazioni che hanno portato al sequestro complessivo di novanta esemplari di tonno rosso e nove di pesce spada non tracciati, per un totale di circa dieci tonnellate di pescato. Queste operazioni, svolte in collaborazione con la Guardia Costiera, hanno evidenziato gravi irregolarità nella filiera di commercializzazione del pesce. Qualche settimana fa quattordici persone sono finite in ospedale a Trapani a causa di una intossicazione, dopo aver mangiato del tonno rosso.
Nel primo intervento, le Fiamme Gialle di Bagheria hanno fermato alcuni furgoni provenienti dal porto della frazione marittima di Porticello, nel comune di Santa Flavia, che stavano trasportando sedici esemplari di tonno rosso privi del documento di cattura B.C.D. (Bluefin Tuna Catch Document), essenziale per la tracciabilità del pescato. I furgoni erano diretti a un deposito collegato a una nota pescheria di Bagheria, dove il pesce sarebbe stato stoccato prima di essere immesso nei mercati ittici locali.
Il secondo intervento ha portato alla scoperta di un deposito abusivo gestito da un soggetto privo di partita IVA e SCIA. All'interno del deposito sono stati trovati quarantaquattro esemplari di tonno rosso e nove di pesce spada, anch'essi privi della documentazione obbligatoria. Tra questi, venticinque esemplari sono risultati essere “sottomisura”, ovvero al di sotto delle dimensioni legali per la pesca.
Nel terzo intervento, eseguito con la collaborazione della Guardia Costiera di Palermo e dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porticello, sono stati sequestrati altri trenta esemplari di tonno rosso all'interno di un deposito di un'azienda di Bagheria operante nella rivendita all'ingrosso di prodotti ittici, sempre senza la necessaria documentazione.
I responsabili delle attività illecite sono stati segnalati all’Autorità marittima e all’Assessorato Regionale alle Attività Produttive. Le sanzioni previste dal d.lgs. 04/2012 per la mancanza di tracciabilità del pescato vanno da mille a 6mila euro, aumentate di un terzo per il tonno rosso, specie a rischio estinzione. Il gestore del deposito abusivo ha inoltre ricevuto ulteriori sanzioni per la detenzione di prodotti “sottomisura” e per l'esercizio di attività commerciale senza autorizzazione, che possono raggiungere i 150mila euro.
Le dieci tonnellate di tonno e pesce spada sequestrate, dichiarate idonee al consumo alimentare dall'Autorità Sanitaria locale, sono state devolute in beneficenza alla ONLUS “Banco Alimentare Sicilia Occidentale” dai militari operanti.
Queste operazioni dimostrano l'impegno della Guardia di Finanza nel garantire la sicurezza alimentare e la legalità nel mercato ittico, proteggendo sia i consumatori che le specie marine a rischio.
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