Giornata Terra 2024, 2,2 miliardi di bambini esposti ai cambiamenti climatici
Per oggi 22 aprile, Giornata mondiale della terra l’Unicef ha lanciato la pubblicazione “Bambine, bambini adolescenti e cambiamenti climatici”. Sono 2,2 miliardi i bambini, circa il 90% del totale, esposti ad alti livelli di inquinamento atmosferici, i bambini piccoli respirano due volte più velocemente rispetto agli adulti: il consumo di aria, acqua o alimenti inquinati o contaminati ha un impatto maggiore sulla loro salute.
I bambini sono esposti agli effetti di fenomeni metereologici estremi, siccità inondazioni e ondate di calore: circa il 90% del carico globale delle malattie associate ai cambiamenti climatici, al degrado ambientale e all’inquinamento ricade sui bambini sotto i cinque anni. Inoltre, ogni anno, i disastri legati al clima compromettono l’istruzione di quasi 40 milioni di bambini e questo numero è in costante aumento: la perdita delle opportunità legate all’istruzione ha ripercussioni negative per tutto l’arco della vita.
Per l’Unicef “Il cambiamento climatico è un fenomeno globale che non conosce confini geografici, anche in Italia bambini e adolescenti devono confrontarsi con un clima che sta cambiano: nel 2020 erano 6,1 milioni i minorenni esposti a un’alta frequenza di ondate di calore, nel 2050 saranno 9,7 in uno scenario ad emissioni molto elevato. Nei prossimi 30 anni nasceranno 4,2 miliardi di bambini, le decisioni prese oggi determineranno se il cambiamento climatico segnerà negativamente l’infanzia e il futuro delle nuove generazioni. È necessaria un’azione urgente perché la crisi climatica sta mettendo a rischio le fondamenta stesse dell’infanzia”.
L’Unicef chiede di accelerare sulla riduzione delle emissioni di gas serra, chiedendo un aumento degli investimenti per l’adattamento dei servizi da cui i bambini dipendono per la loro salute e il loro benessere: “I bambini e i giovani, inoltre, devono essere protagonisti nel dialogo con i leader politici e gli altri responsabili delle decisioni che riguardano il loro futuro”.
La riduzione della plastica è anche obiettivo dell’associazione Plastic Free Onlus, ad oggi sono 111 i Comuni italiani che hanno guadagnato la qualifica “plastic free”, grazie alle loro politiche di gestione dei rifiuti, contrasto alle discariche abusive, e impegno nella sensibilizzazione della popolazione.
Per avere questo riconoscimento i Comuni devono compilare una scheda di valutazione di 23 punti, il comitato interno all’associazione valuterà le candidature e classificherà l’Ente in base al livello di virtuosismo che va da una a tre “tartarughe”. Tra i virtuosismi anche l’ordinanza comunale che vieta il volo dei palloncini, un danno enorme all’ambiente con una conseguenza per la fauna, ogni anno ci sono circa un milione di uccelli marini in meno, le tartarughe scambiano la plastica per cibo e molto spesso rimangono impigliate nella plastica o la ingeriscono.
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