Salemi: il 26 marzo conversazione con Roberto Alajmo
L’Istituto comprensivo “G. Garibaldi – G. Paolo II” di Salemi si prepara all’atteso incontro con il
noto scrittore palermitano Roberto Alajmo che si terrà martedì 26 marzo, alle ore 17,30, presso i locali dell’aula magna. Nell’ambito del progetto scolastico “Io leggo perché” che ha coinvolto in questi mesi alunni di tutte le classi della scuola secondaria di primo grado in un percorso alla
scoperta del piacere della lettura e della scrittura creativa, l’istituto guidato dal Dirigente Scolastico Salvino Amico si prepara ad aprire le porte alla comunità cittadina tutta, regalando un pomeriggio d’importante valore culturale.
L’incontro, co-organizzato con l’associazione culturale Liber…i, vedrà l’autore di libri che sono ormai diventati classici, come “Palermo è una cipolla”, “L’arte di annacarsi”, “Il repertorio dei pazzi della città di Palermo”, e ancora “È stato il figlio” e “L’estate del ’78” –per citarne solo alcuni – in
dialogo con il direttore artistico del Salìber Fest e semifinalista al Campiello Giovani 2024, Filippo Triolo.
Due generazioni a confronto, ma anche un lettore di fronte ad uno dei suoi autori preferiti per riflettere insieme – partendo dalla vasta produzione di Alajmo –su scrittura e territorio, su lingua e dialetto e sull’Isola e le scelte che adottiamo per narrarla.
Ad aprire l’incontro i saluti del Dirigente Scolastico e delle istituzioni presenti e l’introduzione dei docenti Marilena Bellitti e Francesco Marguccio, tutor del progetto. Ad Alajmo, fresco di stampa con il libro “Abbecedario siciliano” edito da Sellerio, un vero e proprio glossario per “scandire ogni parola. Scandire e semplificare, semplificare e scandire”, il 15 gennaio è stata conferita dall’Università degli Studi di Palermo la laurea magistrale honoris causa in “Italianistica”; nella motivazione si legge “Roberto Alajmo si è sempre rivelato nei suoi libri attento e ironico esegeta di una realtà al limite della follia e del paradosso e nelle sue pagine si manifesta come una specie di Pirandello metropolitano, in grado di isolare il bagliore di un evento,
lo scintillio momentaneo di un dettaglio, per poi immergerlo o nell’umorismo più amaro e nero, o in un’abbacinante comicità. Uno sguardo in forza del quale anche le stramberie più peregrine e bizzarre diventano le assurde tessere di un mosaico che solo Alajmo può ricomporre, certo a modo
suo; un mosaico che sulla Sicilia, e soprattutto sulla città di Palermo, ci dice di più delle tante inchieste, delle analisi di giornalisti o antropologi tese ad afferrare una realtà sfuggente da tutti i lati, eccessivamente proteiforme.”
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