Caos all'Ars. Bocciata la "salva - ineleggibili". E la destra va in crisi
La maggioranza del Governo Schifani, all'Ars, va sotto. Battuta dai franchi tiratori che con il voto segreto palesano, invece, una crisi che covava da tempo nel centrodestra siciliano. Per Fratelli d'Italia si apre "la crisi di governo". Ad incendiare lo scontro è la bocciatura della legge "salva ineleggibili", che avrebbe permesso di salvare quattro deputati regionali dalla decadenza (tra cui il partannese Nicola Catania, FdI).
A mandare sotto la maggioranza all'Ars soprattutto i voti di Dc e Lega. Ma al centro dello scontro anche la legge sulle Province e poi, come se non bastasse, in serata sono arrivate le nomine dei manager dell'Asp. Nomine che più politiche non potevano essere.
La seduta. Due norme ieri discusse all’ARS la salva ineleggibili e il ddl sul ritorno delle province, quest’ultimo è tornato in commissione e ci vorrà più tempo per l’esame e la eventuale approvazione.
Le reazioni. Esultano i Cinque Stelle, Antonio De Luca, capogruppo, è netto: “L’ok alla nostra proposta del doveroso rinvio in commissione della raffazzonata e soprattutto incostituzionale legge sulle Province sancisce la bocciatura di Schifani da parte della sua maggioranza, considerato che questa legge è una dei cavalli di battaglia di questo governo che a questo punto dovrebbe cambiare rotta e puntare sui reali bisogni dei siciliani, non a questo circo messo in piedi solo per fini elettorali e non certo per fare migliorare i servizi resi ai siciliani”.
Sulla stessa lunghezza d’onda la deputata M5S Martina Ardizzone componente della commissione Affari istituzionali: “Diciamo da mesi e in tutte le salse che questa legge è incostituzionale e darà la stura ad una pioggia di ricorsi. Personalmente sarei io la prima a farlo se mai questa legge dovesse essere approvata con la Del Rio ancora in vigore”.
Bocciata invece la salva ineleggibili con 34 voti contrari e 30 favorevoli, ci sono stati 10 franchi tiratori che all’interno della maggioranza hanno votato contro l’approvazione della norma. Malumori che si sono fatti subito sentire: i meloniani non hanno preso parte alla riunione di giunta, subito dopo la chiusura dei lavori all’ARS.
A votare contro la norma le opposizioni: PD, Sud chiama Nord, M5S.
Cateno De Luca ha atteso l’arrivo in Aula del governatore Renato Schifani: “Avevamo annunciato che avremmo lasciato l’aula, ma siccome oggi è presente il governatore Schifani per guardare negli occhi la sua maggioranza al momento del voto e dettare gli orientamenti, rimarremo in aula e voteremo contro il salva-inelleggibili anche se si farà ricorso al voto segreto”.
Antonello Cracolici del Pd per la prima volta è d’accordo con Totò Cuffaro: “Mi trovo d’accordo con Totò Cuffaro: nemmeno nella Prima Repubblica si legiferava per interpretare norme rispetto a sentenze dei Tribunali”.
Aveva già annunciato di andare in Procura, qualora la norma fosse stata approvata, il deputato dem Nello Di Pasquale: “La norma salva-ineleggibili è squallida, creata solo per evitare che alcuni parlamentari perdano il loro status. Se la legge dovesse passare domattina andrò in Procura per presentare formale denuncia sulla vicenda. Nessuna questione personale con i colleghi. La maggioranza si fermi, state andando oltre, questo è un ddl-vergogna".
Molto critico anche Gianfranco Miccichè: “Schifani non è mai venuto in Aula neppure per la finanziaria. Oggi è qui, la sua presenza ha il sapore di una sfida aperta, ed è grave. Il Governo su questo tipo di norme non si dovrebbe presentare in Aula”.
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