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07/12/2023 02:00:00

L'elaborazione del lutto!

 Elaborazione del lutto. Quando una persona a noi cara muore, il dolore può essere insopportabile. Sapere di non essere soli, poter confidare sul supporto di chi ci è vicino ed essere più consapevoli di quello che si sta provando, è importante per riuscire a superare il proprio lutto e imparare a conviverci.

Nel 1969 una psichiatra svizzera, Elizabeth Kübler Ross, arrivò a definire il lutto come un processo suddivisibile in 5 fasi principali. L’intensità e la durata di ciascuno stadio del lutto possono ovviamente essere diverse da persona a persona e non sempre il processo si presenta così lineare e definito.

Le 5 fasi del lutto sono: quella del Rifiuto e della Negazione. Non si accetta la perdita per autodifesa. Poi arriva la Rabbia.
Con noi stessi, con la persona che ci ha lasciato o con chi riteniamo colpevole della perdita subita, con la vita stessa. Ci chiediamo cosa abbiamo fatto di male per meritarci quello che è capitato. In qualche modo la fase della rabbia potrebbe essere considerata positiva, perché ci permette di uscire dallo stato di apatia generato dalla fase di rifiuto. Ma bisogna stare attenti a non rimanere bloccati in questo stato, perché finirebbe con il ritorcersi contro di noi!

Subentra quella del Patteggiamento o Contrattazione. Ad un certo punto, iniziamo a sentire il bisogno di mediare con la nostra sofferenza, per sopravvivere. È il momento in cui cerchiamo di riprendere il controllo della nostra vita, tornando a una sorta di normalità o provando a ricostruirne una. Ma il dolore è ancora forte e il lutto non è ancora stato superato del tutto e potrebbero quindi esserci anche molti “alti e bassi”.

Altro periodo è la Depressione I continui alti e bassi in cui potremmo essere sballottati, ci fanno cadere in un stato precario di continua tristezza. Il dolore è anche fisico.

Infine l’Accettazione. Lentamente arriviamo alla fine del processo e all’ultima fase.E’ grazie ad essa che si trova la forza di reagire e provare a riprendere in mano la vita. Questo chiaramente non significa smettere di pensare o soffrire per la persona cara, ma provare piuttosto a dare un senso a quella perdita cercando di voltare pagina e costruire nuovi interessi per riempire il vuoto lasciato.

Assodato ciò, non da finis terrae -cit.- ma dalla comunità scientifica, nei giorni scorsi si sono tenuti i funerali di Giulia Cecchettin è il familiari sono stati oggetto di feroci critiche. La prima è stata la sorella Elena rea di denunciare le cause della morte di Giulia, affidandosi alla scienza è palese che il momento attraversato sia la rabbia. È toccato alla nonna Carla Gatto che aveva programmato la presentazione del suo libro il 25 novembre in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e non necessita aver letto la Kübler Ross, per comprendere perché non vi abbia rinunciato. Quando si perderanno gli oratori dell'odio non ci sarà nessun lutto da elaborare.

Vittorio Alfieri

 

 



L'Alfiere | 2024-07-10 17:15:00
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