Due giudici di Marsala portano la Legge Cartabia alla Corte Costituzionale
Parte da Marsala una piccola “picconata” alla contestata riforma della giustizia firmata dall’ex ministro Marta Cartabia. Nel giro di pochi giorni, infatti, ben due giudici del Tribunale di Marsala, Fabrizio Guercio e Francesco Parrinello, hanno accolto le richieste di altrettanti avvocati, Luisa Calamia e Giacomo Frazzitta, che hanno sollevato una eccezione di legittimità costituzionale sull’articolo 95 delle disposizioni transitorie della “Legge Cartabia”.
I giudici Guercio e Parrinello hanno, quindi, trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale, che dovrà valutare le obiezioni dei due legali marsalesi. La decisione del giudice Guercio è dello scorso 27 giugno e riguarda un detenuto di 31 anni (A.D.V.), recluso al carcere di Trapani a seguito di una sentenza condanna a un anno e 5 mesi di carcere per “stalking” e lesioni personali emessa dal Tribunale di Marsala il 20 aprile 2022, confermata in appello e poi divenuta definitiva lo scorso 25 marzo per mancato ricorso in Cassazione. L’avvocato Frazzitta, invece, ha sollevato analoga eccezione nell’ambito di un procedimento che ha visto un imputato (S.C.) condannato, sempre dal Tribunale di Marsala, a due anni e 8 mesi di reclusione per ricettazione. In entrambi i casi, i due avvocati marsalesi hanno sollevato eccezione di incostituzionalità dell’art. 95 della “riforma della giustizia” firmata dall’ex ministro della Giustizia sostenendo che vi è una violazione del diritto di uguaglianza e del diritto di difesa, in quanto la legge esclude dalla possibilità di adire il giudice dell'esecuzione per ottenere il beneficio coloro che erano in attesa del deposito delle motivazioni della sentenza di appello al momento dell'entrata in vigore della riforma Cartabia. E ciò, sempre secondo il legale, costituirebbe un diseguale trattamento per costoro, che non potrebbero beneficiare delle pene sostitutive introdotte con la riforma Cartabia, come la detenzione domiciliare sotto i 4 anni di pena o i lavori di pubblica utilità sotto i 3 anni o la pena pecuniaria quando la condanna è inferiore a un anno di reclusione.
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