Movida selvaggia, verso la stretta in provincia di Trapani
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Si va verso regole più rigide, in provincia di Trapani, per far fronte alla movida “selvaggia”.
Con l’arrivo della bella stagione i centri storici e le zone più attrattive delle città sono sempre più frequentate nelle ore notturne. E come sempre ci sono due esigenze a scontrarsi. Quella dei pub e bar che, anche creando intrattenimento musicale, puntano ad ottimizzare i guadagni durante la stagione estiva. E quella dei residenti, che hanno diritto alla tranquillità e al riposo, disturbato da musica ad alto volume, schiamazzi e disordini in certi casi.
Ad allarmare i sindaci c’è una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato il Comune di Brescia al risarcimento dei danni provocati dalla “movida selvaggia” ai residenti. Si tratta di una sentenza storica, perchè dà la responsabilità ai sindaci di non aver fatto nulla per evitare il disturbo notturno.
Così nei prossimi giorni entreranno in vigore nuove regole, più rigide, sulla movida nei centri storici delle principali città e nei luoghi di svago della provincia. Nei giorni scorsi, infatti, c’è stata una riunione in Prefettura del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che ha messo attorno ad un tavolo il Prefetto, i sindaci e le forze dell’ordine. Ne è venuto fuori che nei prossimi giorni verrà inviato ai sindaci uno schema unico di ordinanza, con la regia della Prefettura e delle forze dell’ordine, su alcune misure da adottare. Si vuole, sostanzialmente, riproporre la stessa modalità dello scorso anno. Si va, quindi, verso il divieto di vendita e asporto di bevande alcoliche oltre certi orari in contenitori di vetro e non, nonchè nuovi limiti di orario per le emissioni sonore. Si parla di divieti dall’una di notte.
“E’ vero anche, purtroppo, che il problema rimane. Sappiamo bene che i giovani riescono a bypassare le ordinanze di divieto degli alcolici, portandosi da casa le bottiglie. Ma noi dobbiamo comunque essere vigili”, dice il sindaco di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione, che già tempo fa aveva predisposto un’ordinanza per limitare musica e alcol nella frazione di Tre Fontane, che d’estate diventa luogo in cui si concentra il divertimento notturno.
Ma molta attenzione c’è su quello che succederà nelle principali città della provincia, Trapani e Marsala. Già nei giorni scorsi il sindaco aveva ipotizzato, ad esempio per la musica, la predisposizione di alcune aree dove consentire alle band di esibirsi. Tutto ciò per evitare che ogni locale facesse musica e la situazione sfuggisse di mano.
Intanto, proprio a Trapani, il Comitato dei residenti del centro storico si è riunito per cercare una soluzione da proporre per contrastare la movida selvaggia. I residenti, chiedono, appunto maggiori controlli e più attenzione dall’amministrazione per aver tutelato il diritto al riposo notturno. “Le emissioni sonore notturne è il motivo principale per cui protestiamo. Ma ci sono tanti altri temi, dal decoro alla sicurezza. Vorremmo essere presi in considerazione dall’amministrazione”, dichiarano dal Comitato.
Polemiche simili a Marsala, dove è intervenuto anche il Partito Democratico a sollecitare il sindaco Grillo ad una maggiore attenzione sulle esigenze dei residenti. Ma l’Asmap, l’associazione che riunisce gli esercenti, ha risposto al Pd accusandolo di sparare sul mucchio. I titolari delle attività sottolineano che non intendono “contestare le giuste esigenze di riposo notturno, ma queste vanno conciliate con il diritto al lavoro degli esercenti e degli operatori dello spettacolo. Esistono peraltro delle indicazioni concordate con l’Amministrazione a cui gli esercenti devono e intendono attenersi”.
I sindaci sono tra due fuochi, insomma, e dovranno prendere delle decisioni che rischiano, un po’ e un po’, di scontentare tutti e creare più incertezza.
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