Castellammare del Golfo: a Guidaloca un esempio di ... archeologia "mafiosa"
Al Teatro Apollo di Castellammare del Golfo, l’Associazione Albergatori Castellammare e Scopello ha invitato i quattro candidati sindaci per le prossime elezioni comunali del 28 e 29 maggio: Vincenzo Borruso, Giuseppe Fausto, Carlo Navarra e Nicola Rizzo (sindaco uscente).
Tema dell’incontro: “Che turismo immagini”. Idee e proposte per un turismo sostenibile e responsabile”.
Sul palco il presidente dell’A.A.C.S, Emanuela Magaddino, e il presidente dell’Ass.Loca.Tur. Giuliano Agugliaro. A far da moderatore Claudio Pipitone, proprietario e gestore di una realtà alberghiera.
E’ stato chiesto ai quattro candidati (capofila di quattro liste civiche) quali soluzioni intendano mettere in atto nel medio e lungo termine per fare di Castellammare una destinazione turistica di qualità.
Le richieste sono state varie: l'uso esclusivo della tassa di soggiorno per migliorare i servizi turistici, la revisione della ZTL, collegamenti più frequenti (magari con navette elettriche) tra il centro storico-borgo Scopello-spiaggia Plaia-tonnara di Scopello- Riserva dello Zingaro, nascita di parcheggi, destagionalizzazione degli eventi, maggiori controlli per ridurre l’inquinamento acustico che fa scappare i turisti, una raccolta rifiuti più efficace.
Nessuna richiesta è stata fatta ai candidati sindaci perché provino a risolvere una volta per tutte la situazione di degrado in cui versa la Baia di Guidaloca. Eppure Guidaloca è la baia più pubblicizzata, il suo mare e i suoi ciottoli richiamano turisti italiani e stranieri come la Riserva dello Zingaro e i Faraglioni di Scopello.
A sfregiare quest’insenatura dono di madre Natura è l’ex Piro-Piro, bene confiscato alla mafia e passato nella disponibilità del Comune di Castellammare nel 2004, perché tornasse a essere usufruito dalla comunità. Dopo vicende alterne durate ormai quasi 20 anni, a tutt’oggi il complesso è ancora lì devastante, devastato da incuria e anche pericoloso per qualsiasi avventore. Addirittura è scomparso anche il cartello che indicava “Bene confiscato alla mafia”.

Mi chiedo come sia possibile che le due Associazioni Albergatori presenti a Castellammare non si rivolgano con forza agli aspiranti nuovi gestori del Bene Comune, affinché si adoperino per la demolizione di questo orrore sul demanio castellammarese.
Mi chiedo come possano indirizzare i loro ospiti a fare il bagno a Guidaloca. Forse per ammirare un unicum: un esempio di “archeologia mafiosa nostra”.
D’altra parte, ad ognuno il suo. Altrove si visitano i siti di “archeologia industriale”. E invece noi siciliani, che non abbiamo una storia industriale da esibire, cosa possiamo mostrare al mondo se non il nostro stramaledetto retaggio mafioso?
Rosalia Prizzi
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