Libero Consorzio di Trapani, Sud Chiama Nord chiede la revoca del commissario Cerami
Sulla vicenda del commissario straordinario del Libero Consorzio di Trapani Raimondo Cerami, che da magistrato in pensione non potrebbe ricoprire quel ruolo (ne abbiamo parlato qui) c'è l'intervento del deputato Giuseppe Lombardo di Sud chiama Nord che chiede di al presidente Schifani e all’assessore per le Autonomie Locali e la Funzione Pubblica di “Valutare la revoca in autotutela amministrativa del Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Trapani Raimondo Cerami ed effettuare la contestuale sostituzione”.
“Con decreto del Presidente della Giunta Regionale del 30 marzo 2023, su proposta dell'assessore competente il dott. Raimondo Cerami è stato prorogato nella sua funzione di Commissario Straordinario per la gestione del Libero Consorzio Comunale di Trapani fino al 31 agsto 2023, procrastinando ulteriormente il termine dell’incarico previsto in scadenza per il 31 marzo 2023 – spiega Lombardo-. Riveste questo ruolo da 6 anni e 3 mesi e lo ricoprirà per altri cinque mesi senza avere nemmeno i requisiti. Ricordo al governatore siciliano che l'Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana ha chiarito che i soggetti appartenenti ai ruoli della magistratura, così come i professori, i ricercatori ed i dirigenti delle Università statali, non rientrano nella categoria di dirigente dello Stato, ragion per cui dette categorie rimangono escluse dall'ambito applicativo delle norme relative alle nomine dei Commissari Straordinari presso gli enti locali siciliani”.
Da qui la richiesta di revocare l’attuale incarico a Cerami “per evitare contenziosi giurisdizionali che potrebbero scaturire proprio per la carenza del requisito di nomina del dott. Raimondo Cerami” e “valutare la sostituzione del Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Trapani con altro soggetto in possesso dei requisiti previsti per legge, al fine di rispettare il principio di nomina di un commissario straordinario di un ente locale che, per definizione, è chiamato a svolgere la “provvisoria amministrazione di un ente locale per un periodo temporale limitato”, evitando che lo stesso ricopra il medesimo incarico oltre i limiti temporali dei mandati previsti dalle cariche elettive, violando uno dei principi base della pubblica amministrazione che si basano sulla rotazione deli incarichi dirigenziali”.
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