Non solo Turano. Ecco gli assessori a rischio della giunta Schifani
Renato Schifani lo aveva annunciato durante la prima kermesse pubblica, a Palermo, dopo il voto di fine maggio si farà una valutazione non solo di come le amministrative saranno andate ma anche di tutto il lavoro che ogni singolo assessore avrà messo in campo.
Sul tavolo, in sospeso, c’è la questione Turano, l’assessore regionale si dice di centrodestra, appoggia la candidatura a sindaco di Maurizio Miceli, a Trapani, ma i suoi amici storici sono rimasti ancorati saldamente al progetto di Giacomo Tranchida.
Un affare non da poco, in bilico c’è proprio il ruolo assessoriale, gli amici di Fratelli d’Italia hanno già chiesto la sua testa, una sostituzione senza tentennamenti, Schifani ha rimandato al dopo elezioni.
Ma questo pit stop non riguarderà solamente Turano ma sarà una verifica per tutti gli assessori in carica, obiettivi centrati e quelli mancati.
A poter essere sostituita anche Giovanna Volo, assessora alla Salute, a cui è stato affiancato Salvatore Iacolino, attuale commissario straordinario del Policlinico palermitano, oggi ai vertici del dipartimento Pianificazione strategica dell'assessorato, con cui gestirà sia le risorse che il personale.
Adesso è il turno della cabina di regia che non vede solo Iacolino accanto alla Volo ma pure Gaetano Armano accanto a Marco Falcone, assessore al Bilancio. Armao è stato nominato esperto per curare i rapporti con Bruxelles e il governo nazionale in materia di finanziamenti extraregionali, di fatto mettendo un freno all’azione stessa di Falcone.
Ma ci sono altri assessorati che non vanno bene, Elena Pagana, delega Territorio e Ambiente, è stata imposta da Fratelli d’Italia ma non sarebbe mai entrata nell’esecutivo regionale per volontà di Schifani, che mirava agli eletti e non a calcoli interni di partito.
Potrebbe quindi decidere di sostituirla, a fronte pure di un non grandissimo impegno prestato durante la quesitone del siracusano petrolchimico Lukoil, questione che è stata affrontata direttamente da Schifani con il governo nazionale.
A questo si aggiunge la decisione del governatore di far passare tutti i programmi che riguardano la comunicazione dei vari assessorati dal vaglio suo e della giunta.
Qualche settimana ancora e poi il presidente metterà mano a queste spinose faccende, ma ieri a Milano, durante la convention nazionale azzurra, ha ribadito la necessità che Forza Italia sia un partito aperto: “E’ molto importante che Forza Italia non sia autoreferenziale, ma che si apra, come stiamo facendo in Sicilia. Dobbiamo sforzarci di fare questo anche a livello nazionale, mi auguro si vada in questa direzione”.
E poi sull’autonomia differenziata ha detto: “Mi hanno dato del traditore perché mi sono assunto la responsabilità di dire che si sono fatti passi in avanti rispetto al testo iniziale per cui, d’accordo con l’amico Roberto Occhiuto, abbiamo detto sì. Ma questo non significa che sia un sì definitivo, sia ben chiaro. Perché vanno definiti i Lep che danno il senso della parità di diritti tra Nord e Sud. Un Sud al quale, lo dico sommessamente, il mio partito deve guardare con più attenzione”.
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