Omicidio colposo, chiesto il rinvio a giudizio per 12 medici dell'ospedale di Castelvetrano
Omicidio colposo è il reato contestato a 12 medici dell’Ospedale di Castelvetrano per i quali la Procura di Marsala (pm Giuliana Rana) ha chiesto il rinvio a giudizio. Nel mese di giugno 2019, epoca dei fatti, i 12 medici erano in servizio nei reparti di medicina e chirurgia. Se verranno processati o meno lo deciderà il gup Annalisa Amato.
Nella prima udienza preliminare, intanto, hanno chiesto di costituirsi parte civile i quattro fratelli della vittima, che si chiamava Francesco Carbonello, insegnante di Salemi, deceduto il 19 giugno 2019. Aveva 55 anni. Legale di tre dei quattro fratelli è l’avvocato Francesco Salvo. Un quarto è assistito dall’avvocato Marco Romanelli. Nel giugno 2019, Carbonello venne ricoverato nel reparto di medicina dell’ospedale di Castelvetrano per un attacco di colite acuta. Ma dopo oltre 10 giorni in ospedale le sue condizioni non accennavano a migliorare. Per questo, fu trasferito nel reparto di chirurgia, dove fu sottoposto a due interventi chirurgici. Ma il secondo gli fu fatale.
I familiari ebbero subito alcuni sospetti sulla morte del proprio congiunto e per questo sporsero la denuncia-querela contro ignoti da cui è scaturito il procedimento penale. La Procura di Marsala dispose l’autopsia, dalla quale sarebbero emerse presunte responsabilità a carico dei medici per i quali si chiede il processo. Ad eseguire l’esame autoptico e l’equipe medica guidata dal professor Paolo Procaccianti, dell’Istituto di medicina legale di Palermo, che avrebbe accertato alcune gravi condotte omissive a carico dei sanitari coinvolti nella vicenda, ritenuti a vario titolo responsabili della morte del paziente.
Nella prima udienza il gup Amato ha dovuto decidere su alcune eccezioni preliminari sollevate dagli avvocati che difendono gli imputati, per poi ammettere le costituzioni di parte civile dei quattro fratelli Carbonello. La seconda udienza preliminare è stata fissata per il 23 febbraio. In quella data, il giudice Annalisa Amato dovrà decidere sull’istanza, avanzata dai legali delle parti civili, di citare l’Asp di Trapani.
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