In Sicilia Forza Italia è sempre più spaccata. Berlusconi pronto a commissariare il partito
Continua la bagarre all’interno di Forza Italia, si litiga per il simbolo e per chi debba avere l’ufficialità del gruppo all’ARS, visto che al momento ce ne sono due e con due capogruppo, il primo capeggiato da Stefano Pellegrino, il secondo da Gianfranco Miccichè, che è anche il commissario del partito in Sicilia.
I forzisti sull’Isola rischiano adesso di essere commissariati dal nazionale, qualcuno esterno che metta fine alle lotte interne. Il nome che si avanza è quello del deputato Giorgio Mulè, siciliano anche lui, a volerlo è il deputato regionale Pellegrino, così ha dichiarato a Live Sicilia: "Ritengo Giorgio Mulè la persona più idonea considerando che conosce la Sicilia e possiede una grande esperienza”.
In verità non si chiede solo il commissariamento del partito siciliano ma che venga cambiato il coordinatore regionale, che venga messo da parte il ruolo di Miccichè per fare spazio ad altri. Sulla questione è intervenuto anche Michele Mancuso: “Ricordo a Pellegrino che se nel trapanese, nelle ultime due legislature è stato candidato alle regionali con il simbolo di Forza Italia, il merito è di colui che adesso denigra, ovvero Gianfranco Micciché.
Dispiace constatare con mano come si possano prendere certe posizioni rispetto a quelli che sono invece i tanti problemi che attanagliano la Sicilia. Tali criticità non possono dipendere dalle beghe interne di chi all’interno del partito, a tutto lavora tranne che a rilanciarne l’azione sia politica che istituzionale”.
Continua poi: "Dunque, più che di commissariamento auspico che si faccia un ragionamento serio con chi ha ruoli e funzioni all’interno di Forza Italia, affinché si evitino equivoci. Senza emettere sentenze fuori luogo e inappropriate, servirebbe più responsabilità e accortezza, consapevoli del fatto che a decidere è sempre il presidente Berlusconi. Chi non accetta tale condizione, dovrebbe chiarirlo poiché è in conflitto con quella che è la storia di Forza Italia”.
Mulè, ancora non nominato commissario, avrà un difficile compito in Sicilia, da una parte gli ortodossi e schifaniani, dall’altra parte i miccicheiani che sono pronti a essere spina nel fianco del governatore.
Miccichè del resto ha una lunga storia di amicizia e stima personale con Silvio Berlusconi, ed è difficile che il partito venga commissariato prima di natale.
Di certo il battage messo in atto non rende il partito né forte né attrattivo. Verranno tempi migliori e certamente penderanno da una parte o dall’altra. Qualcuno sorriderà, qualche altro farà armi e bagagli.
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