Valderice, il caso della Tonnara di Bonagia e il pasticcio delle "muciare"
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C'è una caratteristica che ha la provincia di Trapani: avere tante bellezze, uniche nel loro genere, e non solo non saperle valorizzare, ma, anzi, fare di tutto - sembra quasi lo si faccia apposta - per ostacolarne la fruizione. Il caso esemplare è quello della Tonnara di Bonagia, un bene architettonico recuperato e restituito alla collettività, che è ostacolato dai giochi della burocrazia, da certa ignoranza, e dai pasticci che combina la politica.
Già l'ingresso della Tonnara di Bonagia, che dà sul mare, è ostacolato dalla presenza di un chiosco, un gazebo, che via via negli anni si è allargato fino a diventare un vero e proprio bar che propone aperitivi e serate per i frequentatori della zona, in contrasto con quello che la storia del luogo richiederebbe. Ma adesso ci si mettono anche le "muciare". Sono le antiche barche dei tonnaroti, al centro di una lunga disputa legale e giudiziaria. Questi barconi, frutto dell'ingegno degli artigiani locali, sono stati abbandonati per anni, molti sono andati distrutti. Alcuni, però, sono stati recuperati, e si è deciso di creare una struttura per accoglierli. La tensostruttura, però, anzichè valorizzare le muciare e la tonnara, di fatto, per come è strutturata e collocata, è un ulteriore sfregio alla fruizione della Tonnara stessa.
Il progetto per l'esposizione delle barche è stato reso possibile grazie ai fondi Europei del PO FEAMP 2014/2020 pari a100 mila euro, e grazie al Piano di attuazione del F.L.A.G (Fondazione Torri e Tonnare del Litorale Trapanese) con un cofinanziamento da parte del Comune di Valderice di una somma pari a 25 mila euro»
Tre vascelli sono stati sistemati all'interno di una pergotenda. L'obiettivo è di fare un "polo museale". In realtà è un pugno nell'occhio. Ha rovinato una piazza che era stata restituita ai cittadini da poco.
Dopo vent'anni di abbandono dei tre vascelli è rimasto ben poco, va detto, ma almeno non contineranno a "morire", e si potranno visitare questi autentici reperti di archeologia industriale. Ma il loro posto, si chiedono in tanti, è vicino al mare o nel mezzo dell'unica piazza del paese?

Ieri c'è stato un sopralluogo nell'area che dovrebbe ospitare le muciare. Il condizionale è d'obbligo, perchè il Comune di Valderice e la Soprintendenza si stanno rendendo conto del pasticcio. Per il Sindaco di Valderice, Stabile, bisogna valutare soluzioni ed alternative fattibili che possano preservare l'importanza storico/culturale di questi monumenti del mare, e la fruibilità degli spazi in cui le stesse imbarcazioni vengono poste".
Il Sindaco chiama in causa la Soprintendenza: "Condividere con la Soprintendenza una diversa collocazione è imprescindibile, in quanto è lo stesso Ente a dettare modalità e condizioni per la musealizzazione di questi antichi vascelli, così come già avvenuto precedentemente".
Durante il sopralluogo, la stessa Soprintendente, Mimma Fontana, ha mostrato perplessità circa le risultanze dell'opera, in quanto come già ha dichiarato ufficialmente in una nota, "risulta esserci un eccessivo impatto visivo sui luoghi, non facilmente desumibile dagli elaborati progettuali". Si stanno quindi valutando soluzioni alternative. Quali, però, non è dato ancora sapere.
"Certo è - continua il Sindaco Stabile - che un grande risultato è stato già ottenuto con le opere di "restauro conservativo" attese da decenni e mai da nessuno realizzate.
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