La nuova Ars. FdI vuole la presidenza, Miccichè chiede la Sanità per Forza Italia
Lunedì 7 novembre è iniziata la trafila per i 70 deputati dell’Assemblea Siciliana, sono arrivati per ricevere in omaggio il kit da buon onorevole, fare la foto di rito per il tesserino, leggere l’articolo 1 dello Statuto per il riconoscimento vocale. Una giornata importante per loro, per chi arriva la prima volta in ARS, per chi ci arriva con sei legislature sulle spalle come Roberto Di Mauro.
Un primo giorno di scuola con alcuni gesti scaramantici, il 10 novembre, domani, poi inizierà la diciottesima legislatura, con la speranza che ci possa essere un buon dialogo tra le forze politiche e di rappresentanza istituzionale, tra parlamento e governo regionale.
Giovedì sarà il momento di eleggere il presidente dell’Assemblea, il regolamento prevede che è necessario per la prima votazione avere i 2/3 dei componenti e quindi ottenere 46 voti.
Per la seconda chiama, nel caso in cui non ci fossero i numeri al primo turno, sono necessari 36 voti, cioè la maggioranza assoluta.
Ma è possibile che anche la seconda chiama non produca alcun risultato e quindi la seduta verrà sospesa e riconvocata per il giorno successivo, per la terza votazione servirà la maggioranza assoluta dei votanti, pertanto il presidente d’Aula potrebbe essere eletto con un numero di voti inferiori a 36.
La seduta di insediamento vedrà svolgere il ruolo di presidente l’onorevole più anziano: Pippo Laccoto, eletto in quota Prima l’Italia.
E’ Fratelli d’Italia a chiedere la presidenza dell’Ars, non avendo espresso il presidente della Regione, tra i favoriti c’è il deputato Gaetano Galvagno, gode del sostegno del presidente del Senato Ignazio la Russa.
Potrebbe essere proprio Galvagno a prendere il posto di Gianfranco Miccichè che nel frattempo fa il pressing per la delega alla Sanità, pare che abbia proprio il nome da spendere e che si tratti di una donna. Uno dei nomi circolati, ma non si tratta di una forzista, è quello di Anna Maria Palma, magistrato.
La Palma ha un rapporto di fiducia con il prescindere della Regione, Renato Schifani, essendone stata capo di gabinetto quando Schifani fu presidente del Senato.
Si tratta di un nome tuttavia vicino a Schifani ma non vicino a Miccichè, la strada per la Sanità è tutta in salita ed evidentemente ....nemmeno in salute.
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