Sicilia, è caos sul Pnrr. Si perdono soldi e tempo, ecco perchè
E' caos sul fronte del Pnrr in Sicilia. La Regione è prima per i finanziamenti che riceve, ma la verità che emerge è che i soldi non sono ben utilizzati ed a volte non sono utilizzati affatto. Mancano le capacità di creare progetti, mancano le risorse umane.
Oggi si terrà un vertice alla Regione, a Palazzo d'Orleans, convocato dal presidente Renato Schifani per fare il punto della situazione. E Confindustria rinnova il suo invito a fornire tecnici per affiancare la pubblica amministrazione. Al tavolo con Schifani ci saranno i 23 dirigenti regionali. A loro il presidente spiegherà l'unica ideuzza che ha avuto: la creazione di un ufficio, l'ennesimo, che controlli lo stato di attuazione dei progetti. Insomma, quello che dovrebbe fare la politica ...
Il rischio è di perdere importanti occasioni per finanziamenti strutturali, o di spendere male i soldi. Il 2026, anno in cui finirò il Recovery Fund, la più grande ed irripetibile occasione di crescita per la Sicilia ed il Sud Italia, in realtà è dietro l'angolo. E l'Europa è stata chiara: non ci saranno tempi supplementari, e non si accetteranno rendicontazioni fatte male.
Il punto dolente è il personale. Non c'è, e quello che c'è non è all'altezza. Non ci sono progettisti di qualità nella pubblica amministrazione in Sicilia. Negli anni si sono imboscati in tanti, e oggi si vedo i risultati. Quando è uscito il bando per gli asili nido - che sono vitali per favorire l'occupazione femminile, dato che in Sicilia le donne non possono lavorare perchè spesso non hanno dove lasciare i figli ... - i Comuni non sono riusciti a partecipare. E dal governo Draghi hanno dovuto riaprire i termini del bando, e affiancare i propri progettisti a quelli locali per fare partorire, finalmente i progetti.
Stessa cosa è accaduta tempo fa con i bandi per l'innovazione in agricoltura: la Sicilia non ha avuto finanziato alcun progetto. I 31 interventi previsti dalla Regione furono bocciati in blocco. Ammontare del danno: 450 milioni di euro.
E pure con gli interventi per i beni culturali. In Sicilia sono state finanziate solo chiese da recuperare. Perchè? Semplice, perchè le chiese appartengono al Fondo Edifici di Culto del Ministero dell'Interno, e la progettazione è stata fatta a Roma. I Comuni non sono riusciti ad intercettare questa importantissima misura per teatri, biblioteche, centro culturali. La Sicilia, secondo i Cinque Stelle, rischia di perdere anche i fondi per la sanità territoriale.
Nella disperazione, si cerca di attirare i pensionati - avete letto bene - chiedendo loro di tornare in servizio. Ebbene, all'avviso dell'Assessorato ai Beni Culturali hanno risposto appena in nove. E non è andata meglio ad altri dipartimenti in iniziative simili.
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