Castelvetrano e i parchi, storia di un degrado invincibile. Le foto
Il degrado dei parchi pubblici Castelvetranesi è invincibile. Sindaci e commissari nel corso degli anni, forse dei decenni, non sono riusciti a sconfiggerlo.
Oggi, la villa comunale Falcone e Borsellino è ancora chiusa. E’ stata chiusa proprio per degrado. Una scelta obbligata, la prima nella storia della città, fatta nel 2019 dalla giunta Alfano. L’idea era quella di darla in gestione con un bando pubblico ad una ditta o un’associazione, riaprire il bar al suo interno, organizzare manifestazioni. Ma, a parte qualche giornata per occasioni particolari, i cancelli sono rimasti chiusi.
Di parchi cittadini ce ne sono altri due: quello di fronte la chiesa di San Giovanni, in piazza Regina Margherita e quello “Delle Rimembranze”, in viale Roma. Letteralmente divorati dalle bottiglie di birra. In entrambi c’è una vasca malandata. Soprattutto quella del parco Delle Rimembranze, piena di fogliame, detriti, bottiglie, lattine, perfino un piccione morto che galleggia dentro l’acqua piovana. E dire che era stata già bonificata nel 2020, insieme alla disinfestazione del modulo dei bagni pubblici, con annessa sostituzione dei sanitari che in passato erano stati divelti dai vandali. Tra vasca e bagni, più di 4 mila euro di spesa. Oggi la vasca è peggio di prima e il modulo è tornato ai vandali.
Eppure ogni sabato in quell’area si svolge il mercato del contadino, davanti ad aiuole piene di erbacce alte un metro e mezzo, ma con la “fortuna” di essere distante dalla parte del parco di fatto regalata ai consumatori abituali di birra.
Ma quella vasca, che prima del 2010 aveva cominciato a sprofondare da un lato, con i pesci rossi (sì, un tempo c’erano anche quelli) che nuotavano raggruppati tutti nell’altra metà, era stata raddrizzata attraverso un progetto di riqualificazione generale del parco, avviato dall’ex sindaco Pompeo e concluso da Errante nel 2014. Un mutuo da 500 mila euro e i lavori conclusi con la promessa di Errante di rimettere “i pesciolini rossi per la gioia dei bambini”.
Peccato che i bambini erano già spariti da almeno 5 anni. Al loro posto, già allora, c’erano i consumatori abituali di birra, che si sono ulteriormente moltiplicati e oggi sono diventati i nuovi custodi del parco.
Insomma, oggi non si può far a meno di chiedersi se la gente non va più a passeggiare tra gli alberi coi bambini perché c’è troppo degrado, oppure se il degrado c’è proprio perché nessuno ha più frequentato le ville comunali.
E quando le immagini finiscono sui social, tutti a dire che ci vorrebbero più controlli, le telecamere, le multe, le forze dell’ordine a presidiare i viali…
Tutti a dire che sì, d’accordo, l’inciviltà della gente. Però, anche l’amministrazione…
Le amministrazioni (un po’ tutte) invece hanno sempre risposto con la mancanza di personale, il dissesto finanziario, il blocco delle assunzioni…
Forse, più di ogni altra cosa, ci vorrebbe di nuovo la voglia di fare due passi in mezzo agli alberi. O almeno ricordarsi quando e perché questa voglia sia sparita.
Egidio Morici
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