Musica e legalità, le polemiche per il festival a Selinunte
Ancora una volta, in uno dei siti archeologici fra i più visitati della Sicilia, Selinunte, non ci saranno problemi per un mega evento con decine di migliaia di persone, con tanto di palco gigante e musica a palla davanti ad uno dei più importanti beni culturali sull’isola.
E' la polemica sollevata dall'emittente televisiva locale Telesud, dal titolo "La Soprintendenza, Selinunte ed il Villino Nasi, in cui si sottolinea come il parco archeologico di Selinunte dovrebbe ricadere sotto l’egida del vigente Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio dell’Assessorato regionale.
Il mega evento di cui si parla è l’Unlocked Music Festival del prossimo 13 agosto, per il progetto Musica & Legalità, quest’anno patrocinato anche dal Ministero della Salute, che conta come capofila la testimone di giustizia Valeria Grasso, “donna simbolo della lotta alla mafia e testimone di giustizia – riporta l’Ansa - che con le sue denunce si è impegnata a diffondere la cultura della legalità”. Tra gli ospiti, anche il Capitano Ultimo, Sergio De Caprio, che arrestò Totò Riina. Ma il personaggio più atteso è Paul Kalkbrenner, disc jockey tedesco di fama internazionale, che riempirà il parco di migliaia di giovani.
In questi giorni si fa il raffronto sul caso, sollevato da Tp24, del Villino Nasi, edificio storico della città di Trapani in stile Art Nouveau che, dopo essere stato trasformato in una discoteca per qualche centinaio di persone (e non 25 mila come si prevede a Selinunte), era stato oggetto di un’ordinanza della Soprintendenza che inibiva qualsiasi forma di intrattenimento musicale, disponendo il ripristino dei luoghi. Immobile dal rilevante valore storico, ma certamente non paragonabile al Parco archeologico di Selinunte. “Più che due pesi e due misure – dice Telesud - sembra piuttosto il paragone fra un elefante ed un topolino”.
Anche sul versante della "legalità" c’è un’altra polemica. Ne parla Sonia Alfano, ex presidente della Commissione speciale antimafia del Parlamento europeo e figlia di Beppe Alfano, giornalista ucciso da Cosa nostra nel 1993, che sul proprio profilo Facebook scrive:
“Capofila del progetto Musica & Legalità, giunto alla sua nona edizione, è Valeria Grasso, donna simbolo della lotta alla mafia e testimone di giustizia che con le sue denunce si è impegnata a diffondere la cultura della legalità.” Quindi, se Valeria Grasso è simbolo di legalità, perché non ha ancora restituito a mio fratello Chicco Alfano ben 25mila euro? Infatti, è vero o no che questa somma la Grasso l’ha richiesta e ricevuta per superare difficoltà economiche legate alla sua attività imprenditoriale con due palestre, e di contro mio fratello sarebbe dovuto entrare in società? È vero o no che a distanza di circa 12 anni, la signora Grasso ha sempre preso tempo, e non ha mai restituito questi soldi a mio fratello? Non ritira persino le raccomandate con cui il legale di mio fratello le richiede la restituzione della somma. Questo significa essere simbolo di legalità?
P.s.: la Grasso da anni ormai è dipendente della Regione Siciliana, essendo stata assunta come testimone di giustizia, e fa ancora l’imprenditrice? Sarebbe utile conoscere questo aspetto, più che altro per sapere se la legge consente a tutti i dipendenti della pubblica amministrazione di poter anche fare gli imprenditori, o è una deroga specifica? Attendo risposta.
Egidio Morici
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