Election day in Sicilia. Musumeci verso le dimissioni. Miccichè: "Siamo agli sgoccioli"
Ha tenuto ieri la cerimonia del Ventaglio Gianfranco Miccichè, mettendo in conto che potrebbe non essere più presidente dell’ARS. E’ abbastanza chiaro sul suo futuro politico, nessuna candidatura alle nazionali: “Ho avuto una fortuna che raramente si ha, ho avuto una amicizia con il presidente Berlusconi che mi ha fatto fare una carriera meravigliosa”.
E’ chiaro Miccichè, non ha intenzione di sposare il Musumeci bis, la sua candidata alla presidenza della Regione è Stefania Prestigiacomo, è pronto a confrontarsi con gli alleati su un tavolo di politica regionale ma se gli alleati non faranno una sintesi comunque Forza Italia il suo nome ce l’ha e lo spenderà.
Sono giorni in cui ancora il governatore non ha sciolto la riserva circa le sue dimissioni ma il presidente dell’ARS qualcosa lascia intendere parlando di “ultimi giorni di legislatura”, una legislatura molto complicata per i rapporti tenuti tra governo e assemblea, molte leggi, dice Micicchè, sono state approvate unicamente perchè il parlamento è stato responsabile, grazie anche ad una opposizione che ha dialogato con la presidenza dell’assemblea e con la maggioranza in aula.
Miccichè rispolvera il concetto di etica, non presente in politica e questa debolezza che pervade gli ambienti politici è un dramma: “L’aggressione che ho ricevuto quest’anno è stata micidiale, senza l’aiuto di Licia Ronzulli non ne sarei uscito fuori. E’ evidente che la Ronzulli si è mossa per conto di Berlusconi, non posso che ringraziarlo, gli devo tutto sia da un punto di vista del lavoro che della politica”.
Miccichè dice no alla ricandidatura di Nello Musumeci ma sottolinea che è il portavoce di un malessere comune, sulle dimissioni di Musumeci Miccichè non ne sa completamente nulla, è una decisione del presidente che assumerà in solitaria: “Forza Italia è pronta ad affrontare la campagna elettorale, lo siamo da due anni. Se Musumeci si dimetterà il giorno dopo sono in campagna elettorale”.
Tutti i partiti chiedono chiarezza a Musumeci, che invece cerca ancora qualche giorno utile di riflessione per poi pare, dicono i bene informati, dimettersi entro il 6 di agosto. Non c’entra nulla la sua eventuale candidatura alle nazionali, non c’è alcuna ineleggibilità, può essere candidato sia alla Camera o al Senato e poi una volta eletto decidere se accettare il seggio a Roma ovvero continuare a fare il presidente della Regione.
La Lega preme sull’election day, i cittadini risparmierebbero di andare alle urne due volte e quindi sarebbe anche un notevole risparmio per le casse pubbliche.
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