Crisi agricoltura trapanese. Mcl e Feder.Agri incontrano il Prefetto
Caro energia e materie prime. Aumento canoni irrigui. Carenza di manodopera. Costi di produzione agricola, burocrazia.
Sono alcune problematiche affrontate nel corso di un incontro avvenuto nei giorni scorsi in Prefettura tra il vertici di Feder.Agri ed MCL Trapani e il Prefetto Filippina Cocuzza.
Durante l'incontro, al quale hanno partecipato Michele De Maria, Vincenzo Daidone e Ubaldo Augugliaro, rispettivamente presidente provinciale di FederAgri Trapani, rappresentante locale di FederAgri di Trapani e presidente provinciale MCL Trapani, è stata consegnata una lettera indirizzata al Ministro delle politiche agricole, al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, all'Assessore Regionale Agricoltura e Sviluppo rurale.
Di seguito il testo della lettera con la quale si chiedono interventi urgenti per fronteggiare la gravissima crisi nel settore agricolo della provincia di Trapani.
L’Ente di Servizio del Movimento Cristiano Lavoratori Feder.Agri MCL provinciale di Trapani (Federazione Nazionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura) si occupa, tra l’altro, dell’assistenza tecnica agli associati, in atto: 1.700 imprese individuali e 2.600 datori di lavoro agricolo ed ha la cura di fascicoli agrari di circa 8.000 aziende di questa provincia.
Queste cifre sono indicative del fatto che si ha il “termometro” della gravissima crisi che il comparto economico dell’agricoltura sta attraversando nella provincia di Trapani, che ha superato, dopo l’inizio della guerra in Ucraina, ogni limite di sostenibilità con la minaccia concreta e tangibile di pregiudizio per la sorte delle aziende e delle famiglie che da esse traggono le risorse economiche “vitali”.
Si rappresentano alle Autorità in indirizzo i seguenti aspetti particolarmente critici a cui occorre ricevere una risposta urgente e necessaria:
1. Costi di produzione;
a) I costi energetici sono insostenibili: carburanti aumento oltre il 100% – Energia elettrica aumento del 40%;
b) Costi per materie prime (sementi-concimi-fitofarmaci-materiale d’impianto di vigneto, aumento dal 50 al 100%);
c) Costi per aumento del canone irriguo imposto dai Consorzi di bonifica;
d) Manodopera agricola: è insostenibile l’assoluta mancanza di manodopera agricola anche non qualificata (il ricorso alla manodopera agricola extracomunitaria, spesso sconta criticità per i ritardi della burocrazia nel rilascio/ rinnovo dei permessi di soggiorno);
e) Prezzi della produzione agricola: in atto si registra la notevole riduzione dei ricavi di vendita della produzione arborea (uva e olio) e ortofrutticola, anche rispetto ad altre realtà agricole delle province siciliane;
f) Adempimenti burocratici: Aumento e complessità di natura informatica delle procedure burocratiche a carico delle aziende agricole (adempimenti contabili, fiscali, IVA, previdenziali, sicurezza ambienti di lavoro, spesso non considerando le tipologie e dimensioni aziendali delle stesse, nonché la riduzione dei servizi delle strutture pubbliche a favore delle imprese e dei lavoratori agricoli.
In conclusione si lamenta la totale mancanza di una politica attenta alla produzione agricola del territorio per far sì che anche le ultime coltivazioni estensive (ad es. vigneto), rischiano di scomparire a causa di mancanza di redditività, con ripercussioni economiche, sociali e ambientali sull’intero territorio provinciale.
Saremmo pertanto grati alla S.V. se potesse accogliere la nostra richiesta di prendere atto delle nostre istanze e di darne il proprio sostegno facendosi cortesemente da tramite con gli organi di governo statale e regionale.
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