L'economia siciliana fotografata da Bankitalia. Crescono le imprese, ma la guerra mette tutto a rischio
Ieri abbiamo iniziato ad analizzare i punti salienti dell'ultimo report redatto dalla Banca d'Italia sullo stato dell'economia isolana comparando il 2020 col 2021. Oggi concludiamo con questa seconda ed ultima parte.
INDUSTRIA E COSTRUZIONI LE IMPRESE SUGLI SCUDI – "Nel 2021 - secondo quanto reso noto dal report - la crescita dell’attività produttiva ha interessato tutti i principali settori ed è stata più intensa nell’industria e nelle costruzioni, comparti nei quali – secondo le stime disponibili – il valore aggiunto ha più che recuperato il brusco calo dell’anno della pandemia. Le esportazioni di merci sono aumentate a tassi sostenuti, con riferimento sia ai prodotti petroliferi sia alle altre principali specializzazioni regionali".
CRESCE DI PIÙ RISPETTO A QUELLE IN CUI DIMINUISCE - "Nell’industria e nei servizi privati non finanziari, la quota di imprese con fatturato in aumento è stata ampiamente superiore alla percentuale di quelle con fatturato in riduzione. A partire dalla seconda metà dell’anno, l’attività ha risentito dell’incremento dei prezzi energetici e delle difficoltà di approvvigionamento degli input produttivi; queste difficoltà, che si sono riflesse prevalentemente nell’aumento dei prezzi di vendita e nella compressione dei margini di profitto, si sono acuite dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina - scrivono gli esperti della Banca d'Italia - e potrebbero avere sul settore produttivo regionale un impatto superiore rispetto alla media italiana, in virtù della maggiore esposizione verso i settori ad alta intensità energetica".
Sotto il profilo finanziario, dopo la forte crescita del 2020 e dei primi mesi del 2021, i prestiti bancari alle imprese hanno progressivamente rallentato, a seguito di una minore domanda di finanziamenti, in presenza di limitate esigenze di investimento e ampia liquidità, e della ripresa dei flussi di rimborso dei crediti per i quali il periodo di sospensione dei pagamenti è terminato. Il ricorso alle garanzie pubbliche sui nuovi finanziamenti ha continuato ad aumentare, seppure in misura meno pronunciata rispetto al 2020.
BANKING ON LINE SU, SPORTELLI GIÙ – "Nel 2021 il ricorso da parte della clientela ai servizi bancari a distanza, già in forte crescita nel 2020 in seguito all’adozione delle misure di contenimento dei contagi da Covid-19, si è mantenuto elevato. Nel contempo si è ulteriormente ridotto il numero degli sportelli bancari, rafforzando il processo di razionalizzazione in atto da oltre un decennio".
IL TASSO DI DETERIORAMENTO DEI PRESTITI AL SETTORE PRIVATO NON FINANZIARIO È CRESCIUTO - Questo è accaduto "soprattutto per le imprese; l’indicatore rimane comunque su livelli contenuti nel confronto storico. La consistenza dei crediti deteriorati e la loro quota sul totale dei finanziamenti sono diminuite, soprattutto a seguito delle operazioni di stralcio e cessione delle posizioni in sofferenza".
L'OMBRA DELLA GUERRA SUL PEGGIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEI PRESTITI - "L’impatto della guerra - secondo il rapporto - sulla congiuntura economica e sui prezzi dei beni energetici potrebbe in prospettiva riflettersi in un peggioramento della qualità dei prestiti alle imprese, soprattutto per quelle con elevati consumi energetici".
SPESA INTENSIFICATA COL PNRR - "In prospettiva la spesa per investimenti potrà intensificarsi - secondo le analisi degli esperti di Banca d'Italia - grazie alle risorse messe a disposizione nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR); le prime assegnazioni in Sicilia hanno riguardato soprattutto gli ambiti dell’inclusione sociale, del trasporto pubblico e della sanità i cui benefici sul territorio dipenderanno dalla capacità di ridurre i tempi di durata delle gare di appalto e dalla velocità di esecuzione della spesa, che in Sicilia è inferiore nel confronto territoriale. Le entrate degli enti della regione, seppure in calo rispetto al 2020, sono rimaste su livelli superiori al periodo pre-pandemico, beneficiando dei trasferimenti attivati a fronte dell’emergenza sanitaria.
BASSA RISCOSSIONE E SCARSA BASE IMPONIBILE LE CRITICITÀ - "Permangono le criticità negli equilibri di bilancio - conclude lo studio annuale 'Economie regionali - L’economia della Sicilia' redatto dalla Banca d'Italia - che risentono, oltre che della limitata base imponibile, anche della bassa capacità di riscossione delle Amministrazioni siciliane".
Alessandro Accardo Palumbo
www.facebook.com/alessandroaccardopalumbo
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