Salemi: successo per il concerto di Malika Ayane, ma con alcune note dolenti...
Lo scenario di piazza Alicia lascia senza fiato, è lo sfondo artistico che ogni concerto dovrebbe avere. Lo spettacolo di Malika Ayane, ieri sera, ha lasciato più che soddisfatti i quasi mille spettatori intervenuti. Malika è una delle voci più belle ed inconfondibili d’Italia, musica genuina e senza fronzoli la sua: canta e coinvolge il pubblico con le sue canzoni.
Dopo due anni di stop dovuto alla pandemia, c’è fame di spettacolo e di musica; un plauso va all’amministrazione comunale del piccolo centro belicino che anche quest’anno è riuscito a programmare una serie di eventi con nomi di riguardo, dal Jazz al pop. E dopo Malika si attende Noemi. Rimane aperto il dibattito sulla poca presenza di pubblico: l’elevato costo del biglietto (34€ non sono pochi) potrebbe essere una causa, ma un bel concerto li vale, anche con la pessima e confusionaria organizzazione logistica.
E veniamo alle note dolenti. La signora Ayane fa parte della schiera di artisti che non concede interviste, evidentemente non le ritiene importanti; lasciando a bocca asciutta tutta la stampa locale e non solo. Ricordo che 1993, una fake news - esistevano già allora anche senza social - si sparse tra i siciliani: Vasco Rossi utilizzo parole poco eleganti nei confronti dei siciliani e della Sicilia, definendola addirittura “il cesso d’Italia”. Ovviamente chi giurava di aver sentito queste parole uscire dalla bocca del Blasco, non aveva uno straccio di prova a supporto. La notizia si diffuse a macchia d’olio, tanto che le radio siciliane si coalizzarono e decisero in massa di boicottare la musica di Vasco, eliminando i suoi dischi da ogni programmazione.
La produzione dell’artista, fortemente preoccupata, convocò tutte le radio siciliane alla discoteca "Il Cerchio" di Palermo, per uno storico incontro chiarificatore; Vasco Rossi, presente all'incontro, giurò di non aver mai pronunciato quelle frasi. Chiarito l’equivoco, rimase sul campo la forza dei media, tanto decisa da far arrivare immediatamente in Sicilia un “mostro“ del calibro di Vasco. Ora, forse, sarebbe il caso di mostrare ancora questa forza e togliere dalle programmazioni tutti quegli artisti che non concedono interviste, dimenticandosi, che il loro successo gli viene dato dal pubblico, che li sostiene, e dai media che li aiutano a farli conoscere.
Maurizio Campo
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