Regionali, i tormenti e le divisioni del centrodestra per la scelta del candidato
Si apre una settimana importante per il centrodestra siciliano alle prese con la candidatura da presidente per le elezioni regionali e contemporaneamente si gioca la partita della composizione della giunta palermitana presieduta dal sindaco Roberto Lagalla.
Dopo la conferenza stampa della settimana scorsa il governatore Nello Musumeci è in silenzio, le battute sono arrivate da Gianfranco Miccichè che ha sorpreso gli alleati richiedendo per Forza Italia la candidatura alla presidenza, è andato anche oltre con un identikit che ha fatto subito capire a chi si riferisse: palermitana, donna, di Forza Italia.
Sono due le figure a cui Miccichè si riferisce: Patrizia Monterosso, oggi alla guida della Federico II, e Barbara Cittadini, la numero uno della sanità privata sui cui Miccichè aveva dei progetti politici già da diversi anni, la Cittadini vanta una lunga storia dentro Forza Italia, il marito Dore Misuraca fu coordinatore regionale del partito.
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Al di là delle aspirazioni e ambizioni dei singoli partiti il centrodestra sa che deve fare presto per non farsi cogliere impreparato il 23 luglio, quando dal voto delle presidenziali del centrosinistra uscirà il nome del candidato presidente.
Si parli di programmi e non di nomi è questo quello che ha chiesto l’Mpa di Raffaele Lombardo: “Mentre il centro-sinistra è alle prese con le primarie, nel centro-destra fioriscono nomi di candidati e candidate. Il Mpa non ha avanzato candidature, né posto veti, tanto più nei confronti di Nello Musumeci. Prima di fantasticare sui nomi, è opportuno prospettare risposte alle emergenze che la guerra in Ucraina rende drammatiche: dalla povertà destinata a crescere, all’immigrazione che la crisi alimentare incrementerà, dallo smaltimento dei rifiuti in attesa dei termovalorizzatori, alla siccità che rischia di desertificare anche le aree irrigue”.
La discussione sulla candidatura del centrodestra verrà discussa su un tavolo romano alla presenza dei leader dei vari partiti della coalizione, la stessa Forza Italia, tra l’altro, risulta spaccata a metà: da una parte gli ortodossi legati al Musumeci bis dall’altra parte i miccicheiani che vogliono voltare pagina.
Non sono messe bene le cose nemmeno all’interno del PD, partito che è specialista nel coltivare le aree interne accompagnate da tante faide. Per alcuni dirigenti dem il nome di Caterina Chinnici è un nome fragile per la competizione regionale, e nella giornata di oggi è in programma alle ore 15:30 una conferenza stampa alla presenza della Chinnici e del segretario regionale Anthony Barbagallo.
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