Sicilia. Le primarie del centrosinistra. Nel Pd non tutti vogliono Chinnici. Anche i 5 Stelle divisi
Il Partito Democratico punta su Caterina Chinnici come nome da portare al gazebo del 23 luglio, una scelta non proprio condivisa da parte di tutti i dem, nonostante il segretario regionale, Anthony Barbagallo, ha riunito i suoi nel catanese, obiettivo: vincere le primarie.
I mal di pancia all’interno di quello schieramento sono più di uno, da una parte c’è chi spinge per il nome di Pietro Bartolo e per Giuseppe Provenzano, nonostante l’ex Ministro per il Sud abbia già declinato l’invito per la competizione elettorale di ottobre.
Il nome della Chinnici, attuale deputata europea, non scalda proprio tutti i dem, sanno che ci sarebbe da fare un grande lavoro, conosciuta agli addetti ai lavori, non conosciuta ai cittadini, almeno non a tutti.
Il Movimento Cinque Stelle punta su Giancarlo Cancelleri e su Nuccio Di Paola, a sciogliere le riserve sarà Giuseppe Conte. Al 23 luglio non si arriverà con gli animi distesi, e l’anima socialista della coalizione potrebbe puntare sul nome di Nino Oddo, attuale vice segretario nazionale del PSI. Una parte del centrosinistra cerca di allargare la coalizione aprendo ad Italia Viva e ad Azione di Calenda e a +Europa di Della Vedova, entrambi i partiti hanno fatto sapere che non sono interessati, niente primarie ma semmai un tavolo di condivisione senza alcuna imposizione da parte del Pd.
Barbagallo cerca la sintesi: “Serve un candidato alternativo a Musumeci che ci restituisca l’immagine e l’idea previsto dallo statuto siciliano cioè che rappresenti tutti i siciliani che lo faccia ogni giorno, ascoltando con garbo, un arbitro inflessibile del rispetto delle regole e restituisca credibilità alla Regione”.Tutto da costruire insomma, e la strada è in salita.
La festa di Forza Italia all’Addaura, per il risultato ottenuto alle comunali di Palermo, sancisce un altro momento di scollamento con Nello Musumeci, anche Silvio Berlusconi guarda altrove ed è perplesso sulla ricandidatura dell’uscente governatore, nel frattempo giovedì a Roma si terrà un vertice con la Meloni per comprendere cosa fare e come, eventualmente, ricucire con la coalizione anche se Ruggero Razza è pessimista.
Non si sa se è un addio definitivo quello di Musumeci, potrebbe ottenere un seggio romano per le nazionali del 2023, in ogni caso le amministrative di Palermo hanno segnato una sconfitta per Diventerà Bellissima e di mezzo ci sono le elezioni in Regione Lazio, dove Fratelli d’Italia chiede di piazzare il proprio candidato presidente e quindi lascerebbe la casella Sicilia agli altri alleati.
Un quadro complicato a destra e sinistra, un puzzle che andrà a ricomporsi in questa estate sotto l’ombrellone e poco al sole.
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