Perchè non mi capisci?
La scorsa settimana abbiamo parlato di paura delle relazioni, che poi in realtà non è paura di amare, ma di soffrire.
Di conseguenza mi sembrava un naturale prosieguo, parlare della differenza di comunicazione di uomo e donna.
Eh si, perché davvero comunichiamo a livelli e con modalità completamente diverse. Davvero non ci capiamo, e per quanto uno incolpi l’altra, non è colpa di nessuno. Solo del non conoscere su cosa è fondata la comunicazione maschile e quella femminile.
Facciamo una rapida carrellata e sono sicura che davanti a te si aprirà un mondo sconosciuto e illuminante.
Chiaramente in questo caso andremo per affermazioni molto generali e assolute, per esigenze di semplificazione e chiarezza, è chiaro però che esistono infinite sfumature ed eccezioni, perché ognuno di noi è unico.
Cominciamo dalla cosa più importante e basilare. Quando lui e lei sono felici?
Lei quando si sente amata, lui quando si sente utile.
La cosa peggiore per lei è sentirsi sola, la cosa peggiore per lui è sentirsi inutile.
Il modo di comunicare di una donna è molto articolato, pieno di dettagli, molto emotivo, apre e chiude parentesi in continuazione, parla per astrazioni, …
Il modo di comunicare di un uomo è estremamente lineare e asciutto.
Gli errori comunicativi femminili più comuni sono infatti:
La lamentela: “nessuno mi aiuta mai” da notare anche gli assoluti (nessuno e mai) di cui parliamo tra poco. Per il cervello femminile questa frase significa: “dammi una mano”, lui si sente inutile.
“Se faccio da sola faccio meglio” con questa frase una donna vorrebbe sentirsi dire: “ ti aiuto io”, l’uomo invece, ancora una volta si sente umiliato e inutile e la reazione classica è la ribellione, verosimilmente risponderà quindi “non è vero che non ti aiuto mai, due giorni fa ti ho aiutata” perché, sentendosi accusato, va in protezione.
La comunicazione corretta per non creare fraintendimenti quindi dovrebbe essere: “mi dai una mano?” oppure “amore, io in questo momento sono stanca, puoi aiutarmi” ecco che l’uomo è felice di sentirsi utile e difficilmente dirà di no a una richiesta di questo tipo, che tra l’altro mette in luce la fragilità, è un’ammissione di non essere onnipotente e questo genera accoglienza, perché ci si mette alla pari
Assolutismi: sempre, mai tutti, nessuno… che generano un atteggiamento di vittimismo. “Nessuno capisce i miei bisogni” ad una frase di questo tipo un uomo si sente un fallito, non gli viene la spinta dell’ascolto e dell’accoglienza. La provocazione non funziona MAI.
Sarcasmo: “strano che non mi ascolti”. NO! Il sarcasmo è lo tzunami delle relazioni: sminuisce l’altro e lo fa sentire uno stupido. Una persona in questo stato d’animo non ha accesso alle proprie risorse e inizierà invece a dare il peggio di sè.
Errori comunicativi maschili:
Fuga: “adesso vado a farmi un giro, poi ne parliamo” a questa frase una donna impazzisce. Questo è però un modo per gestire la frustrazione, è il segnale che è in confusione.
Se non c’è un modo per arrivare a un accordo in queste situazioni, non resta che essere consapevoli del momento per lei e rimandare la conversazione, e per lui sapere che al suo ritorno la situazione potrebbe essere peggiorata.
Minimizzazione: “fai sempre un sacco di scene!” “Piangi per così poco?”
Se una persona sta esprimendo un’emozione ha ragione lei. PUNTO.
Presa in giro: “Hai il ciclo che sei nervosa?” e altre anche più pesanti. Se vuoi vedere una donna su tutte le furie, questa è l’autostrada. Non si fa. Durante un momento di nervosismo non si fa. Le battute si fanno in momenti di rilassatezza e non devono mai essere giudicanti o sminuire l’altro. Altrimenti è manipolazione.
Smattere di farle i complimenti: in questo modo lei non si sentirà più amata. La fisiologica conseguenza è che si sentirà amata e apprezzata in un altrove in cui le vengano fatti dei complimenti. Non c’è da dare giudizi, è così che funziona e se non ne sei consapevole, stai spingendo la relazione verso un’automatica fine.
Dare consigli pratici non richiesti: molto spesso la donna comunica per sentirsi ascoltata, non per avere delle soluzioni. Spesso le donne sanno benissimo cosa andrebbe fatto, vogliono solo essere ascoltate. Come fare a capirlo? Semplice: “Vuoi essere ascoltata o vuoi anche un consiglio?”
Spero di cuore che questi spunti ti siano stati utili e se hai dubbi, domande, argomenti di cui ti piacerebbe leggere scrivi a redazione@tp24.it o contattami su istagram @ladybiker_mentalcoach sarò felice di leggerti!
Alla tua felicità
Maria Giovanna Trapani
Life&Sport coach
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