Ecco perché il depuratore di Selinunte sta crollando, i segnali inquietanti
Il depuratore si è spostato. E’ scivolato ancora verso il mare. Siamo andati a vedere e
Eravamo stati i primi a dare la notizia del rischio crollo del depuratore di Marinella di Selinunte, una struttura costruita a picco sul mare di cui ci siamo occupati tante volte in passato. Oggi siamo tornati a dare un’occhiata lungo gli scogli vicino la sabbia. E ci siamo accorti che la situazione è peggiorata molto rispetto all’anno scorso. Ci siamo trovati di fronti ad inquietanti elementi che non possono che far pensare al peggio.
La perdita di liquami, che l’estate scorsa scorreva alla sinistra dei due tubi neri, oggi scorre anche a destra, facendo ritenere che il costone su cui poggia il depuratore possa aver subito degli smottamenti ulteriori.
La disposizione delle grosse pietre nelle vicinanze è diversa rispetto all’anno scorso. Ed uno dei due grossi tubi che arrivano in mare risulta schiacciato. Con ogni probabilità, nel corso di questo inverno, quel punto è stato interessato da un consistente crollo.

Nella fitta vegetazione di canne e arbusti, c’è una vasca di cemento (sottoesposta rispetto a tutta la struttura) che riceve i liquami in uscita dall’impianto e li invia al cosiddetto pennello a mare. Le perdite di liquami sull’arenile di sotto sono la conseguenza della rottura dei relativi collettori, in seguito agli smottamenti.
Certo, alcuni hanno sostenuto che si tratta di liquami depurati, ma vista ed olfatto fanno fatica a sostenere questa tesi.
A rischiare di precipitare giù però, non è solo quella vasca, ma l’intero impianto. Le crepe si sarebbero ispessite un po’ dappertutto. E se si guarda da lontano, si nota bene come il vano strumentazioni sia vistosamente inclinato, rispetto al resto della struttura.
Ad oggi, ogni ipotesi di rilancio del turismo rimasto in stand by durante la pandemia, non può non fare i conti con questa spada di Damocle. Nel caso di distacco e crollo della vasca terminale o, peggio, dell’intero depuratore, il sindaco potrebbe essere costretto a fare un’ordinanza di evacuazione dell’intera borgata. Il turismo verrebbe cancellato non si sa per quanto tempo e la quasi totalità delle case cesserebbe di essere abitabile.
Insomma, il ripristino della piazza in legno o la bonifica del porticciolo dalla posidonia, non servirebbero più a nulla.

Ad oggi l’allarme lanciato dal sindaco (ne abbiamo parlato qui), al quale hanno fatto eco i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, con in testa il capogruppo, Nuccio Di Paola (“metteremo tutto nero su bianco, con atti parlamentari che possano incalzare il governo regionale a intervenire con la massima urgenza”), potrebbe ricevere l’amplificazione di altri gruppi politici, in modo da svegliare la sonnolenza della Regione Siciliana affinché si intervenga in modo tempestivo.
Il depuratore sta per crollare. E bisogna impedirlo.
Poi bisognerebbe chiedersi anche come sia stato possibile arrivare a questo punto. E perché nessuno abbia mai pagato per le sue responsabilità.
Egidio Morici
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