Sante alleanze perverse
Il patriarca russo Kirill spalleggia la guerra di Putin, l'Occidente è l'Impero della Menzogna, tuona, e tutto sommato non ha tutti i torti, giacché menzogne ne produce parecchie, quasi quanto le armi.
Ecco, avrebbe potuto accanirsi su tutta una serie di peccati commessi dagli Occidentali: corruzione, malaffare, indifferenza, ingordigia economica priva di scrupoli, disinteresse verso i più fragili... e invece no! La massima carica religiosa della Chiesa Cristiana Ortodossa russa si accanisce su una colpa ben precisa: gli omosessuali.
La lobby gay è il grande male della cultura Occidentale, il fatto stesso che questi siano riusciti a ottenere alcuni riconoscimenti legali può giustificare, a suo dire, una sorta di guerra santa. In altre parole noi siamo i nuovi sodomiti da combattere, da bruciare, come fece Dio nella bibbia. Qualcosa non torna. Putin parla invece di denazificazione dell'Ucraina, e non credo proprio che ci sia una relazione tra le due cose. Per fare un buon lavoro Putin dovrebbe cominciare dai suoi amici; a sostenerlo infatti sono solo leader di destra, talvolta estrema. È evidente che, a seconda del ruolo, si costruisce un nemico ad hoc. La colpa dell'Ucraina sarebbe dunque quella di voler aderire ai valori corrotti della cultura occidentale. Ma in tutto questo, mi chiedo, che c'entrano i bambini? I civili pacifici, gli anziani, le donne, i disabili...
Nella millenaria storia del cristianesimo, la vicenda tra la Chiesa romana e quella cristiana ortodossa ha una storia lunga e complessa: scismi, concili, sinodi... gli ortodossi non riconoscono la figura del Papa, tutti i vescovi sono i diretti discendenti degli apostoli; in alcuni casi il disaccordo si potrebbe liquidare con un: per futili motivi: il lievito nel pane per l'eucarestia, la soppressione dell'alleluia durante la quaresima, il digiuno del sabato, il non doversi tagliare la barba, per citarne alcuni, ma non vorrei semplificare troppo, diciamo allora che a un certo punto della storia si sono create due fazioni e, ognuna di queste, affermava di essere depositaria della fede cristiana originaria.
Piuttosto che parlare delle diversità di intendere la dottrina mi vorrei soffermare su ciò che abbiamo in comune: Cristo. Sorvoliamo sulle ulteriori dispute cristologiche e concentriamoci sul Suo messaggio di amore e fratellanza universale. Su questo dovremmo essere tutti d'accordo. E allora, cosa c'entra Cristo con la guerra? Le guerre sante le abbiamo seppellite o no noi Cristiani? In alcuni casi, bisogna ammetterlo, abbiamo solo cambiato la denominazione, esportare la democrazia, ad esempio, ma nella sostanza poco cambia.
E in tutto questo orrore arriva, ostinata, la Santa Pasqua, e il messaggio di papa Francesco:
Cristo è ancora una volta inchiodato alla croce nelle madri che piangono la morte ingiusta dei mariti e dei figli, nei profughi che fuggono dalle bombe con i bambini in braccio, negli anziani lasciati soli a morire, nei giovani privati di futuro, nei soldati mandati a uccidere i fratelli.
Io se fossi Dio, cantava Gaber, e io aggiungo una strofa: le vostre guerre non potete farle in nome mio
Katia Regina
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