Era stata ritirata la querela, ma il processo a tre salemitani è andato avanti per 2 anni...
“Non doversi procedere per remissione della querela”. E’ stato questo l’epilogo di un processo che davanti il giudice monocratico di Marsala Fabrizio Guercio ha visto imputati tre salemitani accusati per “esercizio arbitrario delle proprie ragioni”.
Il 17 gennaio 2020 fecero ingresso in una profumeria del centro di Salemi e uno di loro, figlio della proprietaria dell’immobile, con modi pare abbastanza decisi, chiese il pagamento dei canoni di affitto dei locali dove c’era l’attività commerciale.
“Ora do fuoco a te e a tutta la tua profumeria” avrebbe minacciato, tenendo in mano una bottiglia di benzina, il 44enne A.D.D., dopo essere entrato nel negozio gestito da una donna (S.B.). A quanto pare, però, non si trattava dei canoni dovuti da S.B., ma di quelli non versati dai precedenti gestori del negozio. Nella sua azione, A.D.D. sarebbe stato spalleggiato da J.M., di 34 anni, e da A.M., di 32. Ai tre, dopo la denuncia, la Procura di Marsala contestò il reato di “esercizio arbitrario delle proprie ragioni” (il proprietario dell’immobile avrebbe dovuto rivolgersi al giudice civile). A difendere i tre, ormai ex imputati, sono stati gli avvocati Vito Cimiotta, Giacomo Frazzitta e Calogera Falco.
Il 17 gennaio di due anni fa, A.D.D. avrebbe fatto irruzione nella profumeria di S.B. dopo avere inveito contro un uomo (G.F.) presente in quel momento e usandogli “violenza fisica” per farsi largo. Poi, una volta entrato, avrebbe minacciato di gettare la bottiglia di benzina alla donna che gestiva la profumeria e accendere un rogo dentro il negozio. A.D.D. si è, poi, incatenato ad un tavolo del negozio. Intanto, proprio in coda, il processo ha registrato un autentico colpo di scena. Le parti offese, infatti, nel rimettere la querela a processo avviato già da tempo, hanno aggiunto che l’avevano già rimessa ai carabinieri di Salemi un mese dopo averla presentata. Ma di questa remissione non c’era traccia né nel fascicolo del pm, né gli imputati sarebbero stati informati. Né, hanno detto i tre salemitani, sono stati mai convocati dai carabinieri per accettare la remissione.
“Ci siamo trovati sotto processo per due anni – ha detto in aula un imputato - senza che dovevano esserlo”. E per questo il giudice Guercio ha disposto la trasmissione degli atti al pm per quanto di sua competenza “in ordine ad un’eventuale responsabilità in capo al personale in servizio presso la Stazione dei Carabinieri di Salemi”.
Minacce e violenze all'ex compagna incinta. Condannato a 9 anni di carcere un mazarese
Nove anni di carcere sono stati inflitti dal Tribunale di Marsala al 37enne mazarese Lorenzo Lupo, accusato di maltrattamenti, lesioni personali e violenza sessuale all’ex compagna. Dal 2015 al 2023, secondo l’accusa, il Lupo,...
Noleggio lungo termine: le 10 migliori società che stanno cambiando...
Il noleggio a lungo termine è oggi una delle formule più rilevanti nel mercato della mobilità. La sua crescita negli ultimi anni conferma un cambiamento concreto nelle abitudini di privati, aziende e partite...
Trapani, droga e corruzione per le case popolari. Indagini chiuse, i nomi
Si chiude un altro capitolo dell’operazione “Nirvana”, la maxi inchiesta dei Carabinieri che a gennaio aveva scosso Trapani tra arresti, sequestri e accuse pesanti. La Procura della Repubblica ha notificato l’avviso di...
Rapporto Mediobanca, Gruppo Radenza tra i leader della GDO per crescita e...
Modica, 10 aprile 2026. L’Osservatorio di Mediobanca sulla GDO italiana e internazionale a prevalenza alimentare che aggrega i dati economico-patrimoniali di 118 aziende nazionali e 30 maggiori player internazionali per il...
Sezioni
