“La variante Amleto”, quando tutto il male del mondo si sveglia alle cinque del mattino
di Katia Regina
Tutto il male del mondo si è svegliato alle cinque. Tutto il male del mondo è stato rappresentato all'alba del 18 agosto di quest'anno su un piccolo palcoscenico all'interno del Convento del Carmine di Marsala.
Alle cinque del mattino il buio avvolge ogni cosa, neppure un riverbero lontano annuncia il miracolo che sempre si rinnova.
Ha fatto fatica anche l'alba ad arrivare, gravida di sgomento quanto noi spettatori, avrebbe potuto scegliere di mancare a quell'appuntamento che forse non meritiamo più. Di quanto orrore è stato ed è capace l'essere umano? Perché ci ostiniamo a credere che, nonostante tutto, l'alba arriverà come sempre per tutti? Qual è il Piano di Dio? E prima ancora, se Dio c'è, da che parte volge lo sguardo?
Il teatro, quando assolve alla sua funzione non dà risposte. Il teatro serve a moltiplicare le domande, frastornare, far vacillare le ingenue certezze di ognuno. Il teatro ti scaraventa a terra a pancia in su, ma non sei spacciato come lo sarebbe una tartaruga, puoi ancora guardare il cielo. Il teatro ti indica la strada per trovare l'appiglio che ha nascosto, da qualche parte, dentro la narrazione. Un'esortazione alla riflessione per quanti ancora la praticano.
...Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire
Non vi racconterò ciò che ho visto, non c'è una trama, è una storia di vittime note e carnefici senza volti.
La magistrale regia di Massimo Pastore ha toccato vette altissime stavolta, dalla scelta dei testi agli innesti musicali e video, dai movimenti agli oggetti di scena. Ogni cosa ispirata da tormenti notturni che ha restituito agli spettatori sotto forma di incubo. Avrei voluto gridare forte: basta! Sono solo riuscita a piangere piano.
Una squadra di giovani attori di grande talento, capaci di incarnare le discrasie di un mondo malato terminale, messi alla prova dalle scelte registiche esigenti e impietose.
La promessa dell'alba: se vogliamo salvarci dall'estinzione possiamo solo tornare a prima della supposta evoluzione. Tornare scimmie, quando ancora riuscivamo a prenderci cura l'uno dell'altro anche solo con una carezza.
Grazie al TAM, grazie alla passione dei componenti di questa palestra che allena le menti. Grazie a Massimo Pastore e Alessandra De Vita che si ostinano a fare un certo Teatro nonostante tutto.
Per saperne di più, qui la nota regia.
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