Alcamo, due mesi al voto e coalizioni confuse. Centrodestra nel caos
Ad Alcamo quando mancano circa due mesi al voto, la data fissata è per il 10 ottobre, le coalizioni non sono ancora chiare e i mugugni nell’aria di centrodestra sono venuti tutti fuori, come era prevedibile.
Fratelli d’Italia, lo aveva anticipato attraverso il suo coordinatore comunale durante la conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco Salato, che mirava ad allargare il perimetro della coalizione.
Alessandro Fundarò ha dato seguito a quelle parole, anche in accordo con i vertici provinciali e regionali, con un ulteriore comunicato stampa: “L’unità del centrodestra, la partecipazione di tutte le forze che sostengono il Governo Regionale in carica ad un unico progetto politico, per noi sono un valore prioritario , specialmente in una città come Alcamo che merita un’alternativa ampia, omogenea, attrezzata per favorirne il rilancio. Fratelli d’Italia si fa promotrice di un confronto con tutte le forze politiche presenti nel panorama politico regionale, liste civiche collegate comprese, senza veto alcuno, per raggiungere la sintesi che consentirà di archiviare l’esperienza grillina, risultato politico di innegabile e importante rilievo”.
Anche Fratelli d’Italia pone una questione di merito e cioè parla di un “veto” che avrebbe messo Giacomo Scala nei confronti di Nino Papania, infine l’appello del partito di Giorgia Meloni a rimettere tutto in discussione: “Rivolgiamo il nostro appello a Udc, Forza Italia, Diventerà Bellissima, Lega, Movimento per le nuove autonomie, Cantiere popolare e a tutte le forze civiche che si riconoscono nei valori non negoziabili che ispirano l’azione del centrodestra regionale."
Ma c’è di più, a voler mettere in discussione non è solo la formazione politica ma anche il candidato sindaco stesso. Insomma, sarà un agosto per Alcamo non proprio all’insegna della pausa estiva.
Anche Diventerà Bellissima ha mostrato i primi segnali di malcontento di una coalizione messa su dal duo Turano-Scala, che mira fondamentalmente a mettere all’angolo una parte del centrodestra pensando di dare vita ad una coalizione di Grande Centro, operazione di cui ancora in Sicilia si parla per vivacchiare tra i giornali ma che a Roma Lorenzo Cesa ha assecondato fino ad un certo punto: la lista dell’UDC sarà pura non avrà altri simboli di partito.
C’è da sottolineare che alla conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco Leonardo Salato oltre a registrarsi l’assenza di Diventerà Bellissima a quel tavolo mancava pure la componente provinciale di Forza Italia, assente Peppe Parrino, ma molto forte è stato nei giorni scorsi l’intervento della senatrice Bono Parrino che avrebbe affermato che senza un centrodestra unito anche il suo impegno verrebbe meno.
A chi ha giovato questa conferenza stampa? Sicuramente a Scala che ha voluto perimetrale un’aria e dare garanzia di lealtà all’UDC e non al suo partito che attualmente è Italia Viva, essendone il coordinatore provinciale ma si è definito solo vicino al partito di Renzi alla domanda di un giornalista. E Scala è più vicino a Turano di quanto sembri, in ballo c’è la candidatura per le elezioni regionali, l’UDC avrà una lista molto forte e competitiva, poi Turano dovrebbe andare alle nazionali.
"Prendo atto e sorrido. Come scriveva Pavese, sono gorghi nell’acqua, lasciateli svanire", questa la dichiarazione di Nino Papania in seguito alle dichiarazioni di Salato-Scala.
Al momento c’è da risolvere la questione Alcamo, e non è poco, perché se gli appelli andranno a vuoto e permarrà la spaccatura è chiaro che il sindaco uscente Domenico Surdi avrà una marcia in più, che nel frattempo ha dalla sua anche il Movimento ABC con Caterina Camarda indicata sua vice sindaca.
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