Il nuovo Governo Draghi non sembra certo amico del Sud
Confesso che la prima reazione alla lettura dei nomi del governo di Mario Draghi, nuovo salvatore della patria, è stata: tutto qui? Il governo dei migliori, le eccellenze da mettere in campo, i capitani coraggiosi da schierare per poi ritrovarsi sempre l'imbarazzante Luigi Di Maio agli Esteri? O per avallare il ritorno di Brunetta, della Gelmini, di Mara Carafagna? Davvero tutto qui?
Poi mi sono detto che bisogna essere un po' razionali e bisogna sperare che, per una volta, i protagonisti della fiacca commedia politica italiana smettano di recitare il solito copione e facciano gli interessi del Paese.
Ma quali sono gli interessi del Paese? Perché io me l'immagino Brunetta che se la prende con i "fannulloni" del pubblico impiego. E i ministri del Pd cosa diranno? Oppure, Lamorgese che autorizza lo sbarco di naufraghi salvati in mare: i ministri della Lega saranno d'accordo?
C'è Draghi, ci pensa Draghi è il ritornello che ripetono tutti. Ancora una volta, i partiti, pur di non decidere, rinviano la loro resa dei conti e si affidano ad un Papa straniero. Bene. Però c'è sempre qualcosa che non torna. Perchè è davvero insopportabile che il Ministero per il Sud sia stato affidato a Mara Carfagna e scippato a Giuseppe Provenzano. Il Pd non è riuscito ad difendere un ministro siciliano, giovane e competente (qualità che insieme non si trovano da nessuna parte in politica) che in un anno e mezzo ha fatto tantissimo per la Sicilia e per le Regioni del meridione (basta guardare il suo bilancio, lo potete leggere qui), dovendo affrontare, da solo, le ire di industriali e lobby settentrionali, editorialisti del profondo nord ed economisti di scuola padana.
Ci ritroviamo invece confermato l'eterno Dario Franceschini, alla cultura, quello che ha avuto l'idea inutile della "Netflix della cultura" (oddio ...), una piattaforma streaming destinata all'insuccesso ma che costa 30 milioni di euro.
La speranza è che il governo faccia bene. Ma una considerazione va fatta. Questo non è certo un governo amico del Sud. Non solo per lo scippo fatto a Provenzano, ma anche perché due ministeri chiave, per la ripresa, quelli dello Sviluppo Economico e la new entry del Turismo sono in mano alla Lega. In tutta la squadra di governo, poi, non c'è un siciliano.
L'impressione è che il nuovo piano per l'accesso al più grande intervento pubblico nella storia europea dai tempi del Piano Marshall sarà, per noi siciliani e meridionali in generale, pieno, come sempre, di buoni propositi e atti di di indirizzo. Ma gli aiuti principali, ancora una volta, andranno al Nord, contribuendo, ancora di più, all'iniqua distribuzione di ricchezze che caratterizza il nostro Paese.
Giacomo Di Girolamo
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