Nuovo focolaio, chiesta la zona rossa per il centro di accoglienza di Castelvetrano
Dopo quello di Keidea ormai rientrato, con la conseguente riapertura della struttura (ne avevamo parlato qualche settimana fa), a Castelvetrano si è sviluppato un altro focolaio.
Si tratta del Centro Accoglienza Straordinaria “La locanda dei Locandieri”, dove 25 migranti su 76 ed un operatore sarebbero risultati positivi al tampone, pur se tutti asintomatici.
Il sindaco Enzo Alfano ci ha fatto sapere che l’Asp ha chiesto alla Regione Siciliana di decretare la Locanda come zona rossa.
Una richiesta che sarebbe in linea con l’ordinanza regionale del 27 settembre scorso (la numero 36) che all’articolo 4 recita che “Nel caso di cluster territorializzati, i Dipartimenti di Prevenzione propongono con immediatezza al Presidente della Regione Siciliana, previa intesa con le Amministrazioni comunali competenti, l’adozione di Protocolli contenitivi, limitatamente ad aree
infracomunali, comunali o sovracomunali”.
Al momento in cui scriviamo, il sindaco non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione, né dall’Asp né dalla Regione Siciliana, sull’accoglimento della richiesta.
Ma, a prescindere dall’applicazione del protocollo, bisognerà avere a che fare con problematiche di diversa natura. Soprattutto collegate all’obbligo dell’isolamento in quarantena dei ragazzi nordafricani (ci sarebbero anche donne e bambini), alla luce delle difficoltà e delle tensioni che già si sono verificate durante l’effettuazione dei tamponi.
E’ probabile che tra i richiedenti asilo la percezione del pericolo Covid possa essere sottostimata e considerata un ostacolo alla possibilità di poter guadagnare qualcosa attraverso il lavoro in campagna, per la raccolta delle olive.
La sottovalutazione del pericolo, d’altra parte, la si è potuta osservare anche tra i siciliani. Per cui l’esempio non è stato certo dei migliori.
Ed il fatto di aver diminuito negli anni le risorse per potenziare una vera mediazione culturale, di certo non ha aiutato.
Nello stesso tempo, si registra una richiesta della popolazione residente per un controllo severo, in modo da evitare le fughe dalla struttura di accoglienza.
Controllo che sarà difficile attuare. Perché nel caso qualcuno si allontani, le forze dell’ordine, senza adeguati dispositivi di protezione, non potranno certo contenere i positivi riportandoli nella struttura.
Intanto i casi positivi della città ieri sono arrivati ad 80 (31 in più rispetto a martedì scorso). Un’impennata riconducibile prevalentemente a questo nuovo focolaio.
Egidio Morici
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