Scrive Filippo Piccione, sulle elezioni a Marsala e la decisione del Pd
Gentile Direttore,
seguo con molta attenzione e interesse le vicende politiche di Marsala attraverso il suo giornale. Dopo la decisione di Alberto Di Girolamo di ricandidarsi a sindaco per i prossimi cinque anni, si ha l’impressione che i giochi siano fatti. A contendersi il posto di primo cittadino sono ufficialmente scesi in campo, oltre al sindaco uscente, Massimo Grillo e Giulia Adamo, la quale ha dichiarato di volersi lo stesso candidare a prescindere dall’esito del processo che purtroppo è stato a lei sfavorevole.
So che vi sono altre candidature ma la competizione credo riguardi sostanzialmente le persone sopra ricordate. Premesso che per essere eletti occorre il consenso della maggioranza degli elettori, sono ancora dell’avviso che uno degli aspetti non secondari sia il come, con quali mezzi, forme e organizzazioni si raccolgono le adesioni intorno al candidato che si intende sostenere. In passato il riferimento principale erano i partiti, poi i movimenti e da qualche tempo le liste civiche.
Sulla base di queste formazioni politiche ed elettorali ognuno si poteva fare un’idea sull’identikit del sindaco, della sua giunta e dell’appoggio dei gruppi consiliari. Non mi soffermo sulla composizione e il numero delle liste in appoggio a Grillo e ad Adamo ma vorrei fare alcune considerazioni sull’atteggiamento del Partito democratico dopo la conferenza stampa alla Favorita del 23 luglio scorso in cui il sindaco, con accanto il suo vice, annunciava la sua candidatura per essere riconfermato il 4 e 5 ottobre nella carica che ha ricoperto durante i cinque anni che abbiamo alle spalle.
So che una parte consistente del Partito democratico di Marsala ha espresso nei suoi confronti riserve e perplessità che obiettivamente, se non si arriva al più presto a un chiarimento, possono costituire un serio ostacolo in vista della prossima battaglia elettorale che invece più che delle beghe interne deve concentrarsi sul programma, sui rapporti con i cittadini e il confronto diretto con i suoi competitor.
Certo, nel caso in cui il Partito democratico o parte di esso dovesse dissociarsi, anche agli occhi dell’opinione pubblica la questione assumerebbe un rilievo politico che potrebbe fare il gioco degli avversari. Non sarebbe poi una novità che nel mondo della sinistra alcuni suoi esponenti si mostrano più bravi nell’esercizio della divisione piuttosto che dedicarsi nell’opera dell’unità e della coesione. Ma sono fiducioso. Non escludo che a questa regola, ormai consolidata nel tempo, vi sarà l’eccezione.
Mi pare che a questo proposito la dichiarazione di Venuti, il segretario provinciale di Trapani, vada in questa direzione: “L’ufficializzazione della ricandidatura da parte del sindaco uscente di Marsala, rappresenta sicuramente una novità di cui il Partito democratico terrà conto per le prossime elezioni amministrative. Il nome di Alberto di Girolamo rappresenta senza dubbio una garanzia in termini di serietà e capacità amministrativa”.
Filippo Piccione
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