Quantcast
×
 
 
17/04/2020 06:00:00

Coronavirus, ancora tante vittime in Italia 525. Positivo solo il 6,2% dei test effettuati

 I morti restano ancora molti: 525 nelle ultime 24 ore. Record dei tamponi, oltre 60mila test somministrati e positivo solo il 6,2%: livello più basso da inizio epidemia.

I DATI - Continua a scendere il trend dei contagi. Sono complessivamente 106.607 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento di 1.189 rispetto a ieri, quando l'aumento era stato di 1.127.   Calano ancora i ricoveri in terapia intensiva. Per la prima volta dal 20 marzo i pazienti nei reparti sono infatti scesi sotto tremila: ad oggi sono infatti 2.936, 143 in meno rispetto a ieri. Di questi, 1.032 sono in Lombardia, 42 in meno rispetto a ieri. Dei 106.607 malati complessivi, 26.893 sono ricoverati con sintomi, 750 in meno rispetto a ieri, e 76.778 sono quelli in isolamento domiciliare.  Sono 22.170 le vittime dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a ieri di 525. Ieri l'aumento era stato di 578. E' record di tamponi effettuati in un solo giorno: nelle ultime 24 ore ne sono stati fatti 60.999. Complessivamente sono 1.178.403 i tamponi effettuati dall'inizio dell'emergenza, circa 570mila sono stati effettuati in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Il numero dei contagiati totali dal coronavirus in Italia - compresi morti e guariti - è di 168.941, con un incremento rispetto a ieri di 3.786.

 ISS Silvio Brusaferro "bisogna stare ancora molto attenti" - "Siamo in un trend discendente, con le curve dei contagiati, dei ricoverati e dei deceduti che hanno uno sfalsamento temporale e che trovano evidenza anche nei dati giornalieri". Così il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro in conferenza stampa alla protezione civile. "Al momento c'è uno studio di sieroprevalenza per indagare quante persone sono venute a contatto col virus e capire qual è la circolazione. Ci sono stime variabili da regione a regione ma in generale il 90% delle persone in Italia non è venuto a contatto col virus. Questo vuol dire che una larghissima parte della popolazione è ancora suscettibile. Per avere l'immunità di gregge bisognerebbe avere circa l'80% di persone venute a contatto col virus, dunque il target è molto lontano. Quindi non c'è un golden standard". "Abbiamo raggiunto un obiettivo importante che è quello di tenere 'R' sotto 1. Dobbiamo muoverci con grande cautela e declinare la necessità dell'attività fisica dei bambini in modo tale che il rischio sia comunque ridotto al minimo. Nella struttura familiare italiana i nonni hanno un ruolo importante e si rischia un cortocircuito che può diventare un boomerang. Dobbiamo stare molto attenti". Lo ha detto il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, in merito all'ipotesi di allentare alcune misure sulla presenza dei bambini nei parchi.

CASO LOMBARDIA - Sono 63.094 i positivi in Lombardia con un aumento di 941 nuovi casi, mentre i eri era stato di 827, ma oggi i tamponi sono stati 10.706, mentre ieri poco più di 7000. I decessi sono 11.608 con un aumento di 231 vittime mentre ieri erano state 235. Calano i ricoverati sia in terapia intensiva (1.032 con -42) e soprattutto negli altri reparti (11.356, -687). Sono i dati del contagio in Lombardia resi noti dal vicepresidente della Regione Fabrizio Sala spiegando che 'ci sono dati migliorativi ma siamo ancora in Fase 1".

VACCINO ANTICOVID - Con il vaccino anti-Covid "sconfiggeremo questo virus. Visti i danni che ha creato il virus, non ho dubbi sul fatto che un vaccino del genere debba essere obbligatorio". Lo ha affermato il viceministro ala Salute Pierpaolo Sileri a Radio Cusano Tv Italia. "Una volta che saranno garantite efficacia e sicurezza del vaccino - ha detto - dovremmo avere una copertura tale per non far più contagiare nessuno". Un appello a riaprire i centri vaccinali il prima possibile e rafforzarli al fine di non lasciare i bambini 'scoperti' sulle immunizzazioni viene dal comitato tecnico scientifico in vista della Fase 2. Inoltre, predisporsi in anticipo per le vaccinazioni previste dai Livelli essenziali di assistenza (Lea) per i soggetti anziani. E' questo, secondo quanto apprende l'ANSA, l'orientamento espresso del Comitato tecnico scientifico in vista della Fase 2, al fine di prevenire sovraccarichi per le strutture del Sistema sanitario nazionale. La misura avrebbe il forte sostegno del ministro della Salute Speranza.

127 medici e 31 infermieri le vittime del covid-19 - Altri due decessi tra i medici per l'epidemia di Covid-19. Sono deceduti, rende noto la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Pietro Bellini (medico di famiglia) e Renzo Mattei (medico in pensione). Il totale dei decessi sale così a 127. La Fnomceo aggiorna costantemente la lista dei decessi includendo medici in attività, pensionati e medici pensionati richiamati in attività o comunque impegnati nell'emergenza.

Bellini e Mattei si aggiungono agli altri quattro deceduti oggi. Arrigo Moglia (neurologo), Alberto Guidetti (ginecologo), Alberto Omo (direttore sanitario casa di riposo) e Giancarlo Buccheri (medico antroposofo). La notte scorsa è morta anche un'ostetrica nel napoletano.

Sale invece a 31, con una nuova vittima, il numero degli infermieri morti che hanno contratto il virus lavorando, di cui il 32% prestava servizio nelle Rsa (residenze sanitarie assistenziali). Lo comunica la Federazione degli ordini infermieristici (Fnopi) sottolineando che proprio nelle Rsa "mancavano maggiormente i dispositivi individuali di sicurezza". Fnopi indica anche che il 50% degli infermieri morti lavorava in strutture sul territorio e non in ospedale. Ad oggi sono 8.600 gli infermieri contagiati.

 MASCHERINE - L'uso della mascherina "sarà fondamentale, credo debba essere fornita dallo Stato e il prezzo debba essere non solo calmierato, ma direi un prezzo fisso", ha inoltre detto il sottosegretario alla Salute. "Ora abbiamo iniziato una produzione anche in Italia quindi il numero di mascherine è crescente. Ho girato molto nel Lazio e problemi di mascherine non ce ne sono. Ora con la fase due ovviamente - ha aggiunto Sileri- deve esserci un aumento della distribuzione".

TEST RAPIDI SIEROLOGICI - Per quanto riguarda i test rapidi sierologici, secondo Sileri, vanno associati ai tamponi. "Il test rapido - ha spiegato - consente di vedere se ci sono anticorpi ed essendo rapido valuta la presenza o assenza. Il prelievo invece dà qualche affidabilità anche dal punto di vista del livello di anticorpi che si ha. Il test rapido è efficace, ma non dimentichiamoci che va individuato qual è il kit migliore tra quelli disponibili. Il problema è se sei positivo e il test dice che sei negativo, il rischio è che tu vai in giro pensando di essere negativo invece non è così. Quindi quel test va associato al tampone". "Non si sa quanto dureranno gli anticorpi, quindi - ha concluso - questi test saranno importanti per monitorare anche questo aspetto".

APP PER IL TRACCIAMENTO - "E' questione di ore" secondo quanto apprende l'ANSA la firma del contratto per l'app italiana del tracciamento del contagio da coronavirus. "Il Governo sta accelerando" - spiegano le stesse fonti. La scelta convergerebbe verso l'app progettata da Bending Spoons assieme ad altre realtà come il centro medico Santagostino di Luca Foresti e si chiamerebbe Immuni. Il passaggio finale dovra' comunque essere sancito dalla task force di Vittorio Colao e passare alla firma del Commissario Arcuri.