Coronavirus: cittadini e commercianti violano le regole. Denunciati a Trapani e Mazara
Tre persone fermate in centro storico a Trapani e denunciate perché in giro senza una valida giustificazione e tra questi una persona non ha rispettato l'obbligo di dimora a Paceco.
Due commercianti del capoluogo, invece, sono stati multati perché non hanno rispettato la chiusura della loro attività commerciale e sono stati segnalati al Prefetto.
A Mazara del Vallo due persone stavano consumando al bancone di un bar e anche in questo caso il titolare è stato denunciato e si è provveduto alla segnalazione al Prefetto per la sospensione della licenza.
Sono questi i risultati dell'operazione di controllo del territorio eseguita dalla Guardia di Finanza di Trapani assieme alle altre forze di polizia per far rispettare le misure del Governo per contenere la diffusione del Coronavirus. Qui il comunicato delle fiamme gialle:
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trapani, in concorso con le altre forze di Polizia ed in attuazione delle misure disposte dall’Autorità di Governo per contenere la diffusione del Coronavirus, ha predisposto apposito dispositivo di vigilanza a cui partecipano tutti i reparti dipendenti della Provincia, al fine di contribuire efficacemente a controllare l'osservanza di tutte le misure di contenimento dell’emergenza disposte con D.P.C.M. dell’11 marzo u.s., ivi compresa la chiusura di tutte quelle attività commerciali o di altra
natura il cui esercizio è sospeso fino al 25 marzo p.v..
Nell’ambito di tali attività di controllo, svolte nell’intero arco giornaliero, i finanzieri del Gruppo Trapani, nella notte a cavallo tra il giorno 11 e il giorno 12 marzo, hanno individuato tre cittadini che circolavano nel centro della città di Trapani senza validi motivi, uno dei quali, tra l’altro, colto in violazione della misura cautelare personale dell’obbligo di dimora nel proprio Comune di domicilio (Paceco). I soggetti sono stati tutti denunciati alla locale Procura della Repubblica per violazione dell’art. 650 del codice penale e, in particolare, nei confronti del soggetto che ha violato l’obbligo di dimora – risultato peraltro recidivo per aver commesso la medesima violazione già nel mese di novembre 2019 - è scattata la segnalazione ai sensi dell’art. 276 del codice di procedura penale (“Provvedimenti in caso di trasgressione alle prescrizioni imposte”) affinché il Giudice valuti se adottare l’eventuale sostituzione e/o aggravamento della misura
cautelare in atto.
Nella medesima giornata del 12 marzo sempre militari del Gruppo Trapani hanno provveduto altresì a segnalare al Prefetto, per l’irrogazione della sanzione amministrativa prevista dall’art 15, comma 1, del decreto legge n. 14 del 9 marzo 2020 (chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni), due titolari di altrettanti esercizi commerciali, ossia un emporio al dettaglio di generi non alimentari ed un commerciante di piante e fiori, non rientranti tra i soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività in base all’allegato 1 al citato D.P.C.M. dell’11 marzo, i quali erano aperti ed operavano quindi in violazione dell’obbligo di sospensione delle attività commerciali. Anche nei loro confronti è stata altresì inviata alla locale A.G. una denuncia per violazione dell’art. 650 c.p..
Nella giornata del 13 marzo militari della Tenenza di Mazara del Vallo hanno notato la presenza, all’interno di un bar con la saracinesca semichiusa, di due clienti atti a consumare una bevanda al bancone e per tale motivo hanno denunciato il titolare per il predetto reato
di cui all’art. 650 c.p., segnalando al contempo la violazione al Prefetto per l’irrogazione della citata sanzione amministrativa della sospensione dell’attività da 5 a 30 giorni.
I controlli in rassegna sono contestualmente orientati, anche sulla base di segnalazioni provenienti dalla cittadinanza al numero di pubblica utilità 117, ad individuare violazioni riguardanti la disciplina sulla pubblicità dei prezzi e a reprimere eventuali manovre speculative sui prezzi (costituenti il reato previsto dall’art. 501 bis del codice penale) ovvero frodi nell’esercizio del commercio (art. 515 del codice penale).
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