Referendum, il Comitato del NO di Trapani: "Continuiamo la nostra campagna"
Il Coordinamento Nazionale dei Comitati noiNO -nel fare proprie le posizioni già rese pubbliche dalla promotrice Fondazione Luigi Einaudi e dei tre senatori presentatori della domanda di indizione del referendum (Cangini, Nannicini e Pagano), i cui comunicati allego alla presente- rappresenterà in ogni sede, nei prossimi giorni la seguente posizione: "I Comitati noiNO sono contrari all’election day di referendum ed elezioni amministrative e regionali. Non è una questione di convenienza di parte, è una questione politica di grande rilevanza, che ci porta ad affermare con forza che i temi del referendum costituzionale non possono essere accostati e confusi con l’agone politico proprio delle consultazioni regionali e amministrative".
Nel recepire totalmente la posizione del Coordinamento Nazionale il Comitato NOINO di Trapani continuerà la campagna di informazione continuando la nostra mobilitazione sui social e là dove sarà possibile incontrare gli elettori.
"Dopo il rinvio del referendum deciso dal governo, ci aspettiamo che i promotori del referendum e i comitati già attivi siano convocati quanto prima per discutere della possibile nuova data". Lo dichiarano i senatori Cangini, Nannicini e Pagano che hanno promosso la consultazione. "Sarebbe molto grave se il governo decidesse di accorpare il referendum con le elezioni regionali. Non sarebbe accettabile una consultazione referendaria con un'affluenza a macchia di leopardo e soprattutto la confusione che si creerebbe per la sovrapposizione tra campagne elettorali così diverse tra loro. Non è un caso che nella storia repubblicana i referendum costituzionali non siano mai stati accorpati ad altre consultazioni", concludono.
"Il Governo annuncia che il Referendum, previsto per il prossimo 29 Marzo, è stato rinviato a data da destinarsi. L'emergenza sanitaria rende amara e tuttavia comprensibile la decisone del governo. Ma intendiamo essere chiari sin d'ora. Qualora il Governo intendesse proporre un accorpamento con elezioni amministrative, i nostri costituzionalisti e gli avvocati sono già al lavoro per valutare tutti i possibili ricorsi avverso tale gravissima violazione delle basilari norme democratiche. Infatti al danno della mancata assicurazione di adeguata informazione attraverso i media, ad iniziare dalla TV pubblica, si aggiungerebbe la beffa di un referendum che sarebbe inevitabilmente travolto dalla battaglia tra i partiti". E' quanto si legge in una nota della Fondazione Luigi Einaudi. "La Fondazione Einaudi ha inteso promuovere una iniziativa anzitutto culturale - conclude la nota - e riteniamo che tale debba rimanere. Precedenti e norme di legge sembrerebbero comunque non consentire il ventilato accorpamento".
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