La coca per la Trapani bene. Processo al via
Al via dinnanzi al tribunale, presieduto da Daniela Troja, il processo contro la banda di spacciatori che riforniva di cocaina la Trapani bene. Alla sbarra, dodici dei quattordici componenti della gang.
Gli altri due, infatti, hanno deciso di percorrere strade diverse rispetto ai loro complici. E precisamente Luigi Parolisi che ha chiesto il rito abbreviato ed Antonino Di Pietra che ha optato, invece, per il patteggiamento.
Nel corso dell’udienza l’avvocato Fabio Sammartano ha sollevato l’eccezione di inammissibilità della lista testimoniale del Pm della DDA, che coordinò l’operazione antidroga condotta dalla polizia di Trapani, perché trasmessa a mezzo pec e non depositata materialmente in cancelleria. Eccezione accolta dal Collegio dopo una breve Camera di consiglio, anche che se il pubblico ministero Pierangelo Padova, ha invitato i giudici a rivedere la propria scelta.
La prossima udienza è stata fissata per il 9 aprile. La banda venne smantellata, nel novembre del 2014, dagli agenti della Squadra mobile.
A capo, Massimiliano Voi e Mariano Galia. I due oltre ad aver messo su l'organizzazione, provvedevano a rifornirsi di cocaina e hashish. Erano loro, infatti, ad organizzare viaggi a Palermo, ma anche in Calabria e in Campania per approvvigionarsi di cocaina e hashish, scegliendo di volta in volta l'autista e il mezzo di trasporto. La droga, poi, veniva ceduta nei locali della Movida del capoluogo. Al telefono – è emerso dalle intercettazioni – i componenti della banda utilizzavano un linguaggio criptato: “a mare a pescare”, “sono in mezzo al mare, è finita la benzina”, “ le 12 bottiglie di vino è acido”. Frasi che indicavano i movimenti per approvvigionarsi di droga, ma anche le lamentele per una partita di stupefacenti acquistata e risultata di qualità scadente.
Tra gli indagati anche due donne: Giuseppa Costa e Maria Papa. Tra i maggiori acquirenti il notaio Francesco Di Natale. Quest’ultimo, per ben sette volte avrebbe acquistato sostanze stupefacenti dal sodalizio . L’acquisto più consistente in data 23 agosto 2014, quando Massimiliano Voi – secondo la tesi accusatoria – avrebbe ceduto a Francesco Di Natale cocaina e hashish per un valore di 2000 euro. La prima cessione di droga al notaio, invece, è datata 11 luglio 2014. L’ultima sarebbe avvenuta il 06 giugno 2015.
Nel gennaio del 2016 la marsalese, Giada Rosa Musillami, compagna del notaio, , venne arrestata – finì ai “domiciliari”, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico – per aver ceduto una dose di hashish a un minore di 14 anni. In quella circostanza, il notaio subì una perquisizione che permise agli investigatori di scoprire una apparecchiatura per individuare microspie.
Nelle carte dell’inchiesta, però, spuntano anche i nomi di professionisti assai conosciuti in città.
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