Mafia, il boss della Magliana Salvatore Nicitra e i legami con Matteo Messina Denaro
Salvatore Nicitra nella stessa storica galassia criminale del capo dei capi di Cosa Nostra, il latitante Matteo Messina Denaro? Il boss arrestato dai carabinieri martedì a Roma, originario della provincia di Agrigento, uno dei capi della banda della Magliana, non solo ha avuto un peso enorme nella criminalità romana per 40 anni ma ha un legame anche con le alte sfere di Cosa Nostra.
Per questo gli investigatori credono possibile che la sua strada possa essersi incrociata con quella del boss più ricercato d’Europa, Matteo Messina Denaro, capo dei capi di Cosa Nostra, ricercato da 27 anni indagato anche le stragi di mafia nei primi anni ’90.
Le indagini dei carabinieri hanno dimostrato che Nicitra, per uccidere un suo rivale a Roma, si è servito proprio di un killer della mafia il cui fratello ha ucciso, il 21 settembre del ’90 ad Agrigento, Rosario Livatino, il giudice ”ragazzino”. E’ Giovanni Calafato ad accusarsi di un delitto romano attribuendone la decisione proprio al boss Salvatore Nicitra.
Grazie alle dichiarazioni di Calafato ed anche a quelle di altri pentiti, emerge che il boss della Magliana ha avuto sempre collegamenti con la mafia agrigentina, del resto lui è originario di Palma di Montechiaro, uno dei feudi di Cosa Nostra. Giovanni Calafato in particolare si accusa dell'uccisione di Valentino Belardinelli, un boss di Roma Nord, nel 1988, che insieme al fratello Roberto, era entrato in contrasto con la banda della Magliana: furono entrambi fatti uccidere da Nicitra.
Non solo: secondo gli ultimi rapporti dell’Antimafia c'è un unico intreccio fra la mafia di Trapani (quella di Messina Denaro, originario di Castel Vetrano) e quella di Agrigento, dove Nicitra ha numerosi legami.
I magistrati di Trapani ed Agrigento sono convinti che a dare linfa vitale al ricercato capo di Cosa Nostra sia proprio la mafia di Agrigento, la stessa dove ha trovato il potere Nicitra. Un arresto, quello di Nicitra martedì a Roma effettuato dai carabinieri, che non solo decapita il crimine capitolino, ma che potrebbe avere sviluppi anche nelle indagini sulla caccia a Matteo Messina Denaro.
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