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09/01/2020 06:00:00

Trapani si candida a Capitale italiana della Cultura. Ma non tutti sono d'accordo

 Trapani capitale della cultura italiana per il 2021? C’è la candidatura nonostante la città sia stata relegata dalla classifica del Sole 24 Ore al centunesimo posto per qualità della vita.

Male, molto male. Del resto le componenti che rendono vivibile una città sono strettamente legate alla qualità dei servizi erogati e alle opportunità culturali offerte.


La città di Trapani non vanta un teatro, motivo per cui secondo Nino Oddo, segretario regionale del Psi, il gap da colmare è sostanziale.
Tuttavia ci sono delle fucine che si distinguono e che fanno di Trapani un valore aggiunto. La presenza dell’Ente Luglio Musicale, grazie alla volontà e alla determinazione di Giovanni De Santis, ha elevato l’offerta culturale negli ultimi anni, e poi ci sono quei gioielli come il Museo Pepoli e la Biblioteca Fardelliana.


La cultura, nel senso letterale del termine e se vogliamo anche chiave è, rappresentata da un insieme, un sistema continuo e di livello che irrighi la città con costanza.
In tutta Italia sono quarantaquattro le città candidate al titolo di Capitale della Cultura 2021, in Sicilia le città che ambiscono al riconoscimento oltre Trapani sono: Catania, Scicli, Palma di Montechiaro, Modica.
Entro il 2 marzo del 2020 al Mibact andranno depositati i dossier di candidature.


In consiglio comunale ci si è divisi tra i pro e i contro, a sostegno dell’azione è la consigliera Marzia Patti.

Contraria invece è Francesca Trapani, del M5S: “Mi sorprende questa candidatura di Trapani, come a molti altri, come capitale della cultura e non perché sia qualcosa di negativo. Anzi.

Solo che, a memoria l'Amministrazione non ha mai fatto uscire il progetto di candidatura (se davvero un progetto degno di questo nome è mai esistito) dalle chiuse stanze di Palazzo D’Alì. Sarebbe ovviamente stata necessaria la nomina, senza costi per la città, di un comitato promotore autorevole, culturalmente plurale e pienamente indipendente dalla politica cittadina; ma di ciò non vi è notizia.
Allora mi chiedo, il Comune in che modo ha investito nel progetto? Ha mai pubblicamente sollecitato i vari centri culturali della città a proporre idee, iniziative, temi da sviluppare?”.

Il problema, evidenzia la Trapani, è legato alle somme e alle risorse umane che non sono dedicate al settore della cultura salvo poi spuntare la candidatura: “Non dimentichiamoci che Trapani non ha un teatro, ad esempio. E ricordo quante battaglie fatte per chiedere a gran voce un teatro!
Detto ciò, ci siamo mai chiesti di cosa stiamo parlando, di cosa comporti una candidatura del genere e soprattutto in base a quali criteri viene scelta una città piuttosto che un’altra? Forse sarebbe il caso di approfondire questi quesiti e chiederci se davvero siamo all'altezza della situazione”.
Secondo la consigliera la candidatura avrebbe come punto centrale quello di far crescere mediaticamente la figura del sindaco Giacomo Tranchida:

“Ahimè, Il rischio concreto è che a forza di parlare di questa candidatura, si autocelebrerà Trapani, o meglio Tranchida, di qualcosa che non ha alcun valore, ovvero la candidatura in sé stessa. Ma sarebbe come vantarsi di aver giocato una grande partita a poker senza conoscere le regole del gioco, e soprattutto senza vincerla. E qui, di grande, abbiamo solo i bleffatori”.